Blackout Roma, show del Panathinaikos

Tre a due per il Panathinaikos. Finisce male l’avventura della Roma in Europa League. All’Olimpico il sipario si chiude come nessuno dei tifosi romanisti aveva neanche lontanamente immaginato: gli ellenici hanno realizzato un blitz che adesso fa pure percepire lo spessore del successo ottenuto all’Oaka Stadium nella gara d’andata. Una settimana fa finì nella stessa maniera (3-2), e tutti a credere che la Roma aveva avuto un semplice blackout. Macché momentaneo buio totale, il Panathinaikos ha dimostrato d’essere più forte dei romanisti o, almeno, di avere più motivazioni. Nello stadio romano ieri sera l’irrealtà s’è trasformata in concretezza, e a nulla è servita la spinta dei 45mila dell’Olimpico (meglio, 39mila, visto che almeno seimila fan componevano il puzzle della marea verde ellenica), che hanno abbassato la guardia già alla fine del primo tempo, subito dopo la seconda griffe personale di Cissè, autore della terza marcatura greca. E dire che i giallorossi erano pure partiti col piede giusto, al minuto numero 11 avevano già infilato la porta degli avversari col solito mancino di Riise, ancora una volta su calcio di punizione. Qui però la squadra di Ranieri s’è fermata, quasi incapace di affondare il colpo. Ne hanno approfittato quelli allenati da Nioplas, capaci di produrre tre reti nell’arco di sei minuti. Al 38’ De Rossi, sottotono, ha atterrato Ninis in area: indiscutibile il rigore, ineccepibile il gol di Cissè. Poi, dopo quattro minuti, il raddoppio, ottenuto con l’imprendibile Ninis, capace di prendere palla dal limite, di liberarsi al tiro e di scaricare un destro Nella ripresa Inutile l’assalto finale De Rossi accorcia le distanze troppo tardi imparabile per Doni. Un incubo senza fine per i romanisti: al 45’ ancora Cissè ha saltato Doni e depositato in rete la sfera, che tre volte è arrivata nell’area giallorossa e altrettante volte ha “causato” danni. Inutili i tentativi di riscossa della ripresa, altrettanto inutile il gol di De Rossi, arrivato troppo tardi: a ventitre minuti dalla fine la Roma avrebbe avuto bisogno solo d’un miracolo.