La 67esima Mostra Cinematografica di Venezia all’insegna dei giovani

Come sarà la 67^ edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia? Sobria e all’insegna dei giovani, aggettivo che (solo) in Italia assume l’accezione di over 40: «Mai stato un concorso con un’età media dei registi così giovane – dichiara il direttore Marco Mueller – cioè 47 anni. È la generazione che fa i film più interessanti oggi». C’è chi supera la media, come Monte Hellman, «uno che ha fatto la storia del cinema indipendente americano». C’è pure chi l’abbassa, come Ascanio Celestini con La Pecora nera e Saverio Costanzo con La solitudine dei numeri primi (altri italiani in concorso, con buona pace di Pupi Avati, La passione di Mazzacurati e Noi credevamo di Martone). E poi c’è chi rispecchia il 40enne talentuoso descritto da Mueller: Darren Aronosfky, abbonato ormai a Venezia, prima incompreso per The Fountain, poi acclamato per The Wrestler, che quest’anno soffia il posto persino a The American, il film con Clooney scartato dalla Mostra, e apre le danze con il thriller psicologico Black Swan . Fra le 79 prime mondiali, e nomi come Sofia Coppola, Vincent Gallo, Alex de la Iglesia, Francois Ozon, Miike Takashi, Julian Schnabel (ma il fuori concorso è ancora più gustoso, fra un Rodriguez e un Bellocchio, Julie Taymor e i fratelli Affleck, entrambi con film da registi) non figura però l’atteso Tree of Life di Malick. Che sia questo il film-sorpresa svelato solo il 6 settembre? O piuttosto The Tourist con la coppia Depp-Jolie, girato peraltro a Venezia? «Sono aperte le speculazioni» risponde Mueller, dichiarando la vocazione triplice della Mostra, costata 12 milioni di euro: «Rimanere fedele alla sua tradizione, non separare cinema commerciale e d’autore e scommettere su film da 200 minuti come su quelli da 5». Ecco perché, nella sezione corti di Controcampo, spunta il curioso Sposerò Nichi Vendola di Costantino.