Venezia, l’Italia si mette in Mostra

Autori ed esordienti, commerciali e indipendenti, maggiorenni, minorenni, in concorso, fuori concorso, in giuria: alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 1° all’11 settembre, ci saranno proprio tutti gli italiani (noti e ignoti) del grande schermo. «Non mi pare che siano troppi – dice il direttore Marco Müller in conferenza a Roma – noi ci siamo solo limitati a rendere conto del fermento che attraversa il cinema italiano». Ma più che un fermento pare una tempesta, con 41 film di casa nostra su un totale di 83 lungometraggi presentati nelle quattro sezioni ufficiali della Mostra. Tra gli invitati in pompa magna, ammessi in concorso contro veterani come Julian Schnabel o François Ozon e la figlia d’arte Sofia Coppola, i nostri Saverio Costanzo con La solitudine dei numeri primi, Ascanio Celestini con La pecora nera, Mario Martone con Noi credevamo e Carlo Mazzacurati con La passione. Ripescato e infilato in una sezione non competitiva, quasi contro voglia, anche Giuseppe Tornatore: a Venezia presenterà il documentario L’ultimo Gattopardo, in compagnia di vecchie conoscenze del nostro cinema come Marco Bellocchio, Michele Placido e Gabriele Salvatores, «che quest’anno – dice Müller – si sono accontentati di un regale fuori concorso». Straripante l’elenco delle celebrità nostrane che hanno già prenotato un posticino sul trafficatissimo red carpet, dove Dustin Hoffman e Robert De Niro, attesi per La versione di Barney e Machete, rischieranno di sfilare fianco a fianco anche con Simona Ventura, in un cameo in Somewhere della Coppola, e Luciano Ligabue, tra i protagonisti di Niente paura. Accantonata l’ipotesi di veder apparire George Clooney, («Ci hanno chiesto di aprire la Mostra con il suo The American – ha detto Muller – ma abbiamo scelto diversamente»), resta la speranza che il film a sorpresa, ancora da annunciare, sia l’atteso The Tourist, che porterebbe in laguna gli interpreti Johnny Depp e Angelina Jolie. A chiudere la kermesse il Leone d’oro alla carriera al regista John Woo, che riceverà il premio dalle mani del suo grande fan, e presidente di Giuria, Quentin Tarantino.