JUVE, SI PARTE

E’ la prima del calcio italiano uscito a pezzi dal peggiore mondiale di sempre, è la prima della nuova Juve di Agnelli, che per l’esordio della sua squadra salta la presentazione dei calendari a Milano e vola in Irlanda. Stasera si riparte da uno stadio – il Tallaght di Dublino – da seimila posti, centotrentatre giorni dopo la scioccante eliminazione dalla seconda coppa dopo l’incredibile 1-4 di Fulham. Il terzo turno preliminare dell’Europa league contro lo Shamrock come l’Intertoto del 1999. Proprio nel luglio di undici anni fa la Juve di Ancelotti pareggiò in Romania (1-1, gol di Tacchinardi) contro lo sconosciuto Ceahlaul. Quello fu il punto più basso della storia dei bianconeri, eguagliato dalla sfida odierna alla capolista del campionato irlandese, con già ventidue partite disputate. Del Neri, l’uomo chiamato a riportare in alto la Juve, ha le idee chiare: «Conta il risultato e soprattutto passare il turno. In campo voglio intensità e atteggiamento positivo». E ancora: «Del Piero giocherà? Potrebbe anche non giocare». Le idee chiare portano Del Neri ad escludere Del Piero per Diego. E non si capisce perché dovrebbe essere il contrario, visto che il brasiliano è in palla e l’Europa rappresenta una vetrina importante per il mercato. Con lui Amauri, visto che Trezeguet si è fatto male alla caviglia nell’ultimo allenamento. Del Piero sorride e si siede in panchina: «Queste partite le vivo con grande passione. Stiamo lavorando tutti perchè sia una stagione diversa da quella passata». Questione di scelte. Come quella di lasciare a Torino Camoranesi, Giovinco, Salihamidzic e Grosso, sempre più ai margini del club: «Decisione tecnica», chiosa ancora Del Neri. In difesa, intanto, al posto dell’influenzato Legrottaglie gioca Bonucci. Il ritorno a Modena giovedì 5 agosto. -leggo-