Chirurgia plastica in estate: niente ritocco, torni a settembre

Si chiama “effetto spiaggia” quello che, in estate, fa aumentare le richieste di “ritocchi” al chirurgo plastico. Ma in questi mesi aumentano proporzionalmente anche i rifiuti da parte degli specialisti. «Niente ritocco, torni a settembre». Triplicati i “no” da parte dei medici alle soglie delle vacanze: gli interventi estetici sono sconsigliabili dal punto di vista clinico o inconciliabili con le aspettative dei clienti. E se in genere, durante tutto l’anno, i chirurghi sono costretti a respingere il 10% delle richieste, nella bella stagione i rifiuti arrivano al 30%. Testimone di questi dati è Maurizio Valeriani, chirurgo plastico dell’ospedale San Filippo Neri di Roma,che ricorda come in questi mesi, «i meno adatti per i ritocchi », le richieste invece esplodano. Soprattutto per il rimodellamento del corpo, con particolare attenzione adaddome, seno e cosce. E non è un solo un problema femminile, visto l’aumento dei maschi che ricorrono al bisturi per cancellare rapidamente pancetta e “maniglie dell’amore”. Ma «gli interventi estetici – avverte Valeriani – non vanno banalizzati, sono atti chirurgici. Bisogna tenere conto che c’è bisogno di una convalescenza, e di attenzioni particolari post-operatorie». Non a caso la Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva (Sicpre) sconsiglia gli interventi neimesi più caldi frenando, di fatto, una pratica che non conosce più confini. Basta considerare che oggi è possibile ritoccare ben il 70% del corpo, tra bisturi, punturine, botox, liposcultura, laser e tecniche più o meno invasive. «Solo sul viso è possibile intervenire con 30 diversi ritocchi », stima il chirurgo estetico Sabrina Casale che avverte: «che si possa modificare ormai gran parte del corpo, dai capelli fino ai piedi, è un dato di fatto grazie al progresso scientifico e tecnologico ma ciò non significa che se ne debba abusare».