Giffoni, Giovanna Mezzogiorno: Il nostro spettacolo è volgare

Giovanna Mezzogiorno: «Mondo brutto e sboccato. Il cinema? Si può salvare solo coi giovani». Niente progetti: «Una pausa di riflessione». «Il mondo dello spettacolo italiano, così come ci appare, è semplicemente brutto. È un mondo volgare, sboccato, sfacciato, gretto, in cui tutti smaniano per parlare dei fatti propri, tutti sono ossessionati dal voler apparire ovunque, a ogni costo. Un mondo in cui si è persa ogni traccia di buon gusto». Ospite al Giffoni Film Festival per consegnare all’attrice Lucia Mascino un premio intitolato a suo padre e dedicato ai talenti emergenti, Giovanna Mezzogiorno ha bacchettato duramente il quartierino dello showbusiness all’italiana. «Sono orgogliosa del premio Vittorio Mezzogiorno perché nel mio piccolo, proprio io che come figlia d’arte sono stata baciata dalla fortuna, posso aiutare i talenti a emergere. In Italia il sottobosco artistico è vivo, ma fatica a sopravvivere in un momento così buio per la nostra cultura». Seria e decisa, o meglio «rigorosa e discreta, come mio padre», la Mezzogiorno non ha fatto sconti a nessuno. Nemmeno adesso, che ha preso «un periodo di pausa per riflettere su alcuni progetti», e dunque è tecnicamente disoccupata: «Non mi piace salire in cattedra e giudicare, dico solo quello che vedo intorno a me. E cioè situazioni estreme. A livello artistico in Italia manca completamente l’equilibrio. Le persone o sono eccezionalmente volgari, o sono di una sobrietà ascetica, con la fobia di mostrarsi in pubblico, gente che non fa nemmeno promozione ai suoi stessi film». Una mancanza di armonia generale che parte dalle piccole cose «come il modo di vestirsi, di presentarsi a un’intervista, spesso senza alcun rispetto per la forma», e si allarga a tutto il mondo della distribuzione cinematografica, «completamente squilibrato, fatto di grandi film che invadono le sale e piccoli prodotti di qualità praticamente invisibili». La via d’uscita, per lei, è solo una: «Aiutare i giovani, spingerli a lavorare con tenacia. E dar loro i premi in denaro, perché le targhe sono belle ma non servono a niente». -leggo.it-