La favola di Danny Trejo dalla galera a Hollywood

A 8 anni fumava marijuana, a 12 è passato all’eroina, a 19 è finito per la prima volta in galera e oggi, a 66 anni, è una stella di Hollywood. Al cinema in questi giorni con Predators e dal 3 settembre in coppia con Robert De Niro in Machete di Robert Rodriguez, Danny Trejo è uno degli attori più richiesti d’America. All’attivo ha quasi 200 film da caratterista, una media di quattro progetti all’anno, ma con Machete sarà per la prima volta il protagonista assoluto: «Ho fatto tanti film senza nemmeno sapere che titolo avessero – ha detto lui – solo piccoli ruoli, al massimo una battuta e sempre la stessa: ti uccido. Stavolta invece sarò il protagonista. De Niro mi ha fatto i complimenti, mi ha chiamato capo». Baffuto messicano dalla faccia sfregiata, coperto di tatuaggi ed esperto lanciatore di coltelli, Trejo ha passato tutti gli anni ‘60 in prigione: un decennio a spasso tra i penitenziari di San Quintino, Soledad e Tracy per tentata rapina e spaccio di droga, diventando celebre fra i detenuti per la sua abilità nel pugilato e per i tatuaggi estremi. «Da giovane mi cacciavo nei guai, ero identico ai personaggi che faccio al cinema – dice lui, oggi accasato con la bionda biker Debbie Trejo e padre di tre figli – Ma non avrei potuto comportarmi diversamente: le uniche professioni cui potevo aspirare erano il contadino o lo spacciatore. Alla fine sono diventato un rapinatore, è stato più facile». Il colpo di fortuna arriva nel 1985, quando, disintossicato e appena uscito di prigione, accompagna un amico sul set di A trenta secondi dalla fine. Lo sceneggiatore del film, ex galeotto diventato scrittore, lo riconosce subito: «Mi ha fatto assumere per 320 dollari al giorno per insegnare la boxe a un attore», e da quel momento Hollywood non ha smesso di fare a meno di lui. La consacrazione definitiva arriva oggi, con Machete, sullo stesso set di De Niro, Jessica Alba, Lindsay Lohan, Michelle Rodriguez: «Machete è un mix di Desperado, C’era una volta in Messico e Dal tramonto all’alba. Un gran film che spacca, e non lo dico solo perché sono la star». -leggo.it-