Berlusconi zittisce i fischi

One man show: ovvero Silvio Berlusconi. Nel giorno del raduno del Milan fanno rumore i fischi dei duemila tifosi che chiedono più investimenti: cori e striscioni eloquenti contro la politica al risparmio della società. «Una volta compravi Baggio, ora pensi solo a Caravaggio», «Società, non sei da Milan»: questi alcuni dei messaggi recapitati al patron dal popolo rossonero, stanco di aspettare il grande colpo che non è arrivato e, probabilmente, non arriverà. Berlusconi sbarca in elicottero a Milanello, come ai tempi d’oro, dribbla la rabbia degli ultrà e cerca di placare l’ira elencando numeri e cifre sugli investimenti: «I miei figli hanno la tentazione di interdirmi. La mia famiglia ha messo quasi un miliardo e cento milioni in 25 anni di gestione. Soldi di passione». Parole che non convincono chi da ormai tre anni si vede la rivale Inter distante anni luce: gli ultras già alle 10 di ieri mattina erano davanti ai cancelli. Una protesta che salva la squadra e il nuovo tecnico Allegri e punta diritto a lui: «Silvio, da invincibile a invisibile. E’ un anno che non ti fai vedere. Torni a casa e ti presenti a mani vuote, che coraggio» è lo striscione appeso nel primo allenamento. Il presidente evita contatti diretti e tiene la parola per circa un’ora, non lasciando spazio ad Allegri investito come modello delle nuove divise, poi «come bravo ragazzo con la faccia da attore…. E’ livornese, ma non è comunista. L’ho verificato con un giuramento sull’altare». «Abbiamo preso Amelia. Lo seguivo quando era in Nazionale. Abbiamo Yepes, giocatore di grande esperienza e anche molto bello. Come Borriello, che fa innamorare le tifose. Non dimentichiamo che in campo ci sono pur sempre 11 uomini in mutande». La possibile cessione societaria? «Se, dopo 25 anni che faccio il presidente, si presentasse qualcuno con una vera passione per il Milan e potesse immettere quello che ha immesso la mia famiglia, sarei felice. Finora nessuno si è visto, per cui mi vedo costretto a continuare. Con passione, ovviamente…». Poi il calcio e il libretto d’istruzioni consegnato ad Allegri: ecco come far giocare il Milan. «Dobbiamo attaccare, vogliamo vedere due punte davanti e non una sola. Per vincere bisogna fare gol, per fare gol bisogna tirare in porta, per tirare in porta bisogna avere due punte vicine all’area di rigore. Non come è successo quest’anno. Su questo fatto con Allegri sono stato chiarissimo». Povero Leonardo… «Ho avuto con lui visioni diverse su come schierare le squadre. Mettere Pato a destra non l’ho mai digerito. Ronaldinho? Deve giocare a ridosso delle punte. Anche queste ad Allegri l’ho già dette». Il nuovo allenatore non parla, non ci riesce, lo farà solo oggi all’ora di pranzo. Sul mercato dice: «La rosa è competitiva, dovrà vincere in tutte le competizioni». Messaggi chiari. L’amore vero è per Ronaldinho: «Rinnoverà il contratto e resterà con noi finché non smette di giocare: è il miglior calciatore di tutti i tempi». Poi spegne un sogno: «Ibrahimovic è un grande campione, ma non si troverebbe bene nello spogliatoio del Milan dal punto di vista del carattere». Se lo dice lui… -leggo.it-