Bear l’estremista

Quando una razza punse a morte Steve Irwin, oltre allo choc dei suoi milioni di fans anche l’industria dell’entertainment pianse lacrime amare. Il cacciatore di coccodrilli era una miniera d’oro, i documentari in cui spingeva al limite il contatto tra l’uomo e gli animali erano teletrasmessi dal canale Discovery in tutto il pianeta. Un successo pazzesco, il merchandising viaggiava a gonfie vele e soltanto un manipolo di animalisti remava contro. Oggi Steve ha trovato il suo erede. Si chiama Edward Michael Grylls, per gli amici Bear, nickname che gli affibbiò la sorella quando aveva una settimana di vita. L’orsetto avventuriero nato in Irlanda del Nord 36 anni fa oggi è la star dei documentari estremi dove il set è la natura selvaggia. Nel curriculum vanta la scalata dell’Everest a 23 anni, studente a Eton, ex agente della Sas, due vertebre fratturate cadendo con un paracadute che si è aperto a metà, 1,4 milioni di audience per il suo show “Man vs wild”, 90.000 fan su facebook (più di Brad Pitt), una ventina di libri e tre piccoli orsetti biondi di nome Jesse, Marmaduke e Huckleberry, quest’ultimo dato alla luce lo scorso anno con un parto all’antica nella sua casa galleggiante ormeggiata a Londra. Bear deve avere pensato più o meno una cosa del genere: se Steve Irwin spopolava perché prendeva a ceffoni coccodrilli e ogni tanto un orango lo malmenava, vediamo se si può essere più audaci. C’è riuscito, televisivamente parlando. Nella serie “L’ultimo sopravvissuto” in onda su Discovery Channel potrete saggiare (in tutti i sensi) le performance di Grylls. Il suo pezzo forte sono le degustazioni estreme. Inevitabilmente infatti, a un certo punto del programma cattura un essere a otto zampe di mezz’etto o una larva grande come un cacciatorino, si gira verso la telecamera e dice “questo è commestibile!” e azzanna la bestiola. Per il resto, si tuffa in pantani tropicali dove non infilereste neanche un bastone, attraversa deserti e lande ghiacciate, sfugge ad animali feroci. Insomma: tutto quello che voi non fareste. Anche Bear, come Steve Irwin, è finito nella centrifuga delle polemiche quando è stato beccato in un albergo delle Hawaii dal Sunday Times mentre simulava di essere su un’isola sperduta. O quando ha domato mustang selvaggi, noleggiati un’ora prima in un regolare maneggio. Ma se è sopravvissuto anche a questo e alle ironie del Letterman Late Show probabilmente il personaggio funziona. In fondo tutti sappiamo che quando sta attraversando una palude con il fango fino al collo dietro di lui ci sono due cameramen che fanno al stessa cosa con zaino, telecamera, batterie, la tenda e il thermos con il té freddo. -leggo.it-