Del Piero e Diego mai insieme

Insieme mai. Tra Del Piero e Diego uno è di troppo: «Del Piero e Diego in campo contemporaneamente? Non c’è competizione tra loro due, ma è difficile farli convivere. Con me, gioca chi sta meglio». La meritocrazia è legge nel calcio secondo Del Neri. Non esistono intoccabili, titolari inamovibili. I bianconeri si dovranno adeguare alle regole del “dittatore democratico”, come si autodefinisce il tecnico friulano: «Il mio impianto di gioco prevede una punta centrale e un’altra che gira dietro. Un attaccante alto e uno basso, oppure due alti, ma non due bassi. Punto. Nessuno costruisca contrasti che non esistono. In dodici non si può giocare». Più chiaro di così su Del Piero e Diego, entrambi piccoletti da 173 centimetri, proprio non si può. Nessun dualismo, invece, tra Diego e Iaquinta: «Ecco – osserva Del Neri – loro sono due giocatori diversi. Diego non ha la potenza di Vincenzo, che al contrario non ha le caratteristiche tecniche del brasiliano». Il rebus Diego è quanto mai intricato. Del Neri lo paragona più a Doni che a Cassano: nella prima uscita stagionale lo ha piazzato alle spalle di Trezeguet nel 4-4-1-1. Ma dopo essere stato bollato come doppione di Del Piero, l’ex fantasista del Werder Brema torna in bella mostra nella vetrina bianconera. La Juve, infatti, spera ancora di utilizzarlo come pedina di scambio per Dzeko, il gigante bosniaco del Wolfsburg. Intanto, oggi il ballottaggio tra Diego e Del Piero premia il capitano, alla diciottesima stagione. Sarà titolare contro l’Al Nassr allenato da Zenga: «Il risultato conta sempre – ammette Del Neri – ma stiamo svolgendo un lavoro di preparazione pesante». Il tecnico guarda avanti ed avverte il dg Marotta: «Ci mancano un esterno alto, un difensore centrale e un terzino sinistro. In attacco se partirà una punta ne arriverà un’altra, ma non disperderemo le nostre qualità. C’è molto da cambiare, ma dovrà mutare soprattutto la mentalità: voglio una Juve più aggressiva e vincente». -leggo.it-