Con Robben e Sneijder l’Olanda vola

Era scritto. Nel 1652 Jan van Riebeeck fu tra i padri fondatori di quella che sarebbe poi diventata Città del Capo. 448 anni dopo – non ce ne vogliano i sudafricani – la città è di nuovo terra di conquista olandese. La prima finalista del Mondiale 2010 è infatti l’Olanda. Obiettivo raggiunto, 32 anni dopo l’ultima volta, ai danni di un Uruguay volenteroso, ma con meno frecce nell’arco. Perché il solo Forlan non basta contro i vari Kuyt, Van der Vaart, Van Persie, Robben e (immancabile) Sneijder, sempre decisivo, anche quando non è nella miglior giornata. A questo punto il trascinatore dell’ingorda Inter di Mourinho è il candidato più autorevole al prossimo Pallone d’oro. Tabarez e van Marwijk abbinano alla qualità tecnica il gioco di squadra. Forse anche per questo la gara di ieri non è stata spettacolare. La prima occasione è olandese, con Kuyt impreciso su una respinta corta di Muslera. E al 18’ gli orange passano, grazie a un’invenzione di capitan Van Bronckhorst, che dalla trequarti lascia partire un missile destinato nel sette. Trovato il vantaggio, l’Olanda non affonda e l’Uruguay ci prova di rimessa, con un Cavani molto attivo ma poco concreto, mentre Forlan è quasi assente, almeno sino al 41’, quando firma l’1-1, anche lui con un tiro dai 30 metri. Nella ripresa l’Uruguay sfiora il vantaggio, con Heitinga che salva la porta sguarnita su tiro di Pereira. I tulipani rispondono con Van der Vaart: Muslera c’è e poi Robben alza sopra la traversa. Ma al 70’ scocca l’ora di Sneijder. Per il talento oranje il momento d’oro sembra davvero non avere fine. Il suo destro trova due deviazioni e il velo di Van Persie prima di infilarsi in porta. Per l’Uruguay neanche il tempo di riprendersi e Robben infierisce. L’esterno firma il 3-1 con un preciso colpo di testa su cross di Kuyt. Nel finale Pereira trova il gol del 2-3, ma è troppo tardi. L’Olanda può liberare l’urlo di gioia: a Joahnnesburg, domenica, può battere anche il mito di Cruijff, mai salito sul tetto del mondo. -dnews-