Brasile a casa, finita l’era Dunga

Applausi per Dunga, fischi ed insulti per Felipe Melo. Innocente il primo, colpevole il secondo: è questo il verdetto emesso dai tifosi verde-oro che ieri notte hanno accolto la Seleçao, atterrata in Brasile dopo la sciagurata eliminazione ai quarti di finale per mano dell’Olanda. Dunga e Melo i protagonisti più attesi al ritorno dalla spedizione sudafricana erano proprio loro, il ct osteggiato e duramente criticato dalla stampa e il suo "pupillo", l’uomo del quale non ha mai voluto fare a meno nonostante la disastrosa annata con la maglia della Juve. Il centrocampista è stato tra i pochi giocatori insultati all’aeroporto di Rio: nessuna dichiarazione ai giornalisti, e una fuga precipitosa dallo scalo protetto da alcuni agenti di polizia. Chi avesse avuto dubbi, ora se li è tolti del tutto: è Melo il capro espiatorio del disastro brasiliano. Colpa di quello sciagurato secondo tempo contro l’Olanda, con la frittata combinata assieme a Julio Cesar sul primo gol di Sneijder e l’insensato fallo di frustrazione su Robben, che ha costretto la squadra in dieci a venti minuti dalla fine, e con un gol da recuperare. Melodramma fino in fondo, dunque, anche perché ben diversa è stata l’accoglienza riservata a Julio Cesar, che forse ha sulla coscienza la rete dell’1-1 più del centrocampista juventino. Appalusi anche per Dunga, al suo arrivo a Porto Alegre. Ma il consenso del pubblico non è bastato al ct per conservare il suo posto. Nella serata di ieri la Federcalcio brasiliana, con una nota sul proprio sito, ha sancito ufficialmente il divorzio dall’ex centrocampista della Fiorentina. Nel comunicato si parla di "ciclo di lavoro iniziato nell’agosto 2006 e culminato con l’eliminazione del Brasile dal Mondiale sudafricano. -epolis-