Caso Mills, il reato è prescritto

Per la Corte di Cassazione «il reato di corruzione in atti giudiziari a carico dell’av vocato Mills è prescritto». Si chiude così dopo oltre 13 anni la vicenda giudiziaria di David Mills, l’avvocato inglese considerato dai magistrati milanesi il creatore delle società off shore della Fininvest. La decisione della Suprema Corte arriva dopo circa quattro ore di camera di consiglio e dopo che lo stesso procuratore generale aveva chiesto, appunto, la prescrizione. Il reato, in sostanza, è stato consumato (tanto che la stessa corte ha condannato Mills a risarcire alla presidenza del Consiglio 250.000 euro per il danno di immagine) ma la condanna non può essere comminata, perché il reato è ormai prescritto. L’avvocato inglese era stato condannato a 4 anni e sei mesi dal tribunale di Milano in un processo in cui è stata stralciata la posizione di Silvio Berlusconi che, secondo l’accusa avrebbe corrotto il legale inglese per fargli dire il falso. Secondo l’Alta Corte, dunque, l’estinzione del reato è sopravvenuta perché l’atto di corruzione va fatto risalire non al febbraio 2000, ma all’11 novembre 1999. Da allora andrebbe conteggiato il periodo di dieci anni, dopo il quale il reato va in prescrizione. La sentenza di appello, invece, aveva individuato come momento dell’atto corruttivo il febbraio 2000, quando circa 600.000 euro in titoli furono effettivamente versati sul conto di Mills tramite il finanziere Bernasconi. Dal processo è stata stralciata, per effetto del lodo Alfano, la posizione del premier: il procedimentonei suoi confronti è ripreso dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge che prevedeva uno “scudo” dai processi penali per le quattro più alte cariche dello Stato, e la prossima udienza è prevista per domani. Il dibattimento è ancora alla fasi iniziali. «Tuttavia il processo di Berlusconi – hanno fatto notare fonti della difesa di Mills – è stato sospeso per un anno, quindi per lui, la prescrizione maturerà il prossimo novembre, visto cheè stata accolta la tesi sostenuta dalla procura della Suprema Corte». In pratica, il processo a Berlusconi potrebbe andare avanti per un altro anno, ma difficilmente eviterà di finire in prescrizione.