Svizzera-Libia, Gheddafi alza il tiro

Prima l’arresto di Gheddafi Jr a Ginevra per le violenze su due domestici, poi le tensioni per i due cittadini svizzeri condannati a Tripoli con tanto di guardie armate a circondare l’ambasciata. In mezzo la richiesta all’Onu del dittatore libico di cancellare la repubblica elvetica. Una storia di tensioni tra i due paesi sempre densa di nuovi capitoli. E ieri l’ultima svolta, la più inquietante, almeno nelle parole e nei toni. «La jihad deve essere proclamata contro l’infedele e apostata Svizzera, che distrugge le case di Allah», ha detto il colonnello intervenendo a Bengasi per la commemorazione della nascita del profeta Maometto. Secondo Gheddafi, «la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l’aggressione straniera, non è terrorismo ». «Ogni musulmano nel mondo – ha proseguito il colonnello che parlava ad una folla di migliaia di persone – che abbia a che fare con la Svizzera è un infedele, è contro l’Islam, contro il profeta Maometto, contro il Corano». Il riferimento chiaro del leader libico è al contestato referendum che si è tenuto in Svizzera il 29 novembre scorso. La consultazione referendaria proposta dalla destra populista chiedeva lo stop alla costruzione di nuovi minareti in Svizzera. A chiusura delle urne vinse il sì, ottenendo il 57,7% dei voti, scatenando le proteste del mondo islamico.