Sì del Senato alla riforma sforbiciata alle facoltà

Passa alla Camera la riforma dell’Università. Il testo sarà da settembre all’esame della Camera. La riforma voluta dal ministro Maria Stella Gelmini prevede un limite massimo di 8 anni al mandato dei rettori, che potranno essere sfiduciati dal Senato accademico con maggioranza di almeno 3/4 dei suoi componenti se il rettore avrà mal gestito l’ateneo. Come pure una sforbiciata al numero delle facoltà (al massimo 12 per ateneo), abilitazione nazionale per il reclutamento di professori ordinari e associati, risorse distribuite agli atenei in base alla qualità della ricerca e della didattica (se saranno gestite male riceveranno meno soldi) e commissariamento per gli atenei in dissesto finanziario. Sono previsti contratti a tempo determinato (minimo 4 massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali tenure-track, al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. Inoltre, il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università: da 36 a 30 anni, con uno stipendio che passa da 1.300 a 2.000 euro. Un provvedimento «di regole e di principi» – hanno spiegato da viale Trastevere – dal momento che gli impegni finanziari saranno stabiliti nella manovra. Per la Gelmini si tratta di una «riforma epocale ». -dnews-