Fiat conferma la linea dura Newco fuori da Confindustria

Da settembre 2011 tutti i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco saranno riassunti dalla newco Fabbrica Italia, la nuova società costituita per gestire l’accordo del 15 giugno scorso, non firmato dalla Fiom. La nuova società non sarà iscritta all’Unione Industriale di Napoli. Si conferma quindi l’intenzione espressa dall’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, di rimanere fuori dalla Confindustria, in modo da poter avere mani libere e derogare dal contratto nazionale dei metalmeccanici, quando questo sarà scaduto. La comunicazione ufficiale ai sindacati è arrivata ieri all’incontro che si è svolto all’Unione industriali di Torino. Nella Fip confluiranno anche i mille lavoratori della Ergom, azienda dell’indotto Fiat. Il segretario generale Fismic, Roberto Di Maulo, ha spiegato che «ad agosto si procederà a ripulire l’area che dovrà ospitare la nuova lastratura per la Panda ».«Abbiamo richiesto – haaggiunto – che prima che parta il nuovo investimento si definisca in maniera conclusivala regolamentazione del nuovo rapporto di lavoro collettivo». La casa automobilistica torinese ha dato formale disdetta degli accordi sul monte ore di permessi sindacali. Disdetta che riguarda tutta la Fiat Group Automobiles. La decisione avrà effetti a partire dalla fine del 2010. «La Fiat pensa che il modello Pomigliano debba valere per tutti, conferma l’idea che sia stata una prova generale. Su questo non li seguiamo. Così l’azienda rischia di buttare benzina sul fuoco», ha ribattuto Enzo Masini, responsabile Auto della Fiom, al termine dell’incontro a Torino. «Per noi quello delle deroghe al contratto nazionale – ha aggiunto – non è un terreno praticabile ». Lo spauracchio Pomigliano preoccupa in questo momento soprattutto Mirafiori. Per Eros Panicali, responsabile Auto della Uilm, si partirà «a settembre da Mirafiori per raggiungere accordi che non saranno una fotocopia di quello di Pomigliano ». -dnews-