Stop agli aumenti dei pedaggi sul Gra

Stop agli aumenti del pedaggio sul Gra e sulle autostrade. Il Tar del Lazio ferma gli incrementi decisi da un decreto del presidente del consiglio e attuati dall’Anas a partire dal primo luglio. «Il provvedimento impugnato – si legge nelle ordinanze – per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura; al contrario, tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura ». In pratica, dicono i giudici amministrativi, al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l’utilizzo di un’infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa. Inoltre, sostengono, la norma introdotto dal governo è una misura fiscale e non un provvedimento adottato a fini migliorativi dei servizi offerti all’utenza. Esulta la Provincia di Roma che assieme ad altri 41 comuni del Lazio ha promosso il ricorso al Tar contro gli aumenti anche dei pedaggi delle barriere intorno al Gra. Usate ogni giorno da chi abita fuori Roma e lavora nella Capitale. In particolare, gli aumenti sono scattati alle barriere dei tratti da e per la capitale: al casello di Fiano per chi viene dall’uscita Roma Nord dell’Autosole, al casello di Roma Sud per chi viene dall’A1 da Napoli. Altro tratto interessato il casello di uscita della Civitavecchia-Roma dove attualmente si paga in due punti. Entrambi hanno subito gli aumenti. «Abbiamo evitato un’ingiustizia e siamo contenti perchè abbiamo difeso Roma – dice il presidente di Palazzo Valentini, Nicola Zingaretti – Oltre l’iniquità sociale – aggiunto – c’era anche grande ingiustizia verso Roma, nella cui area ricadono ben 9 caselli interessati dagli aumenti». Poi aggiunge: «Non bastano le dichiarazioni, servono i fatti non l’ipocrisia, e questa decisione del Tar dimostra che la coerenza paga». Non cita il sindaco, ma è chiaro il riferimento al primo cittadino che non ha partecipato al ricorso. Alemanno, da parte sua, sottolinea che la decisione del Tar «consente di rivedere il provvedimento in modo da scaricare le necessità finanziarie del Governo sui margini di profitto della Società Autostrade e non sugli utenti e in particolare i pendolari che devono pagare quotidianamente il pedaggio». La presidente della Regione, Renata Polverini ribadisce di aver sempre sostenuto il ricorso presentato da Zingaretti. E che non l’aveva sottoscritto perché «se ci fossimo presentati insieme il procedimento sarebbe stato più lungo, e quindi non avremmo avuto la sospensiva che abbiamo invece ottenuto». Sospensiva che giova soprattutto «ai tanti pendolari del Lazio che ingiustamente si erano ritrovati con l’aumento delle tariffe ». -dnews-