P3, Berlusconi non sarà convocato dai pm

Cesare non sta per Silvio. Non solo, almeno. La procura di Roma fa trapelare che il Cesare di cui parlavano i membri intercettati della presunta P3 era uno pseudonimo usato per indicare diversi soggetti. Stando a un’informativa dei carabinieri sembrava fosse invece un soprannome per il premier Berlusconi. In ogni caso, fanno notare gli inquirenti, i riferimenti a «Cesare» non hanno rilevanza penale. E i magistrati romani non convocheranno Berlusconi sul dossier per screditare Stefano Caldoro – ipotesi che non veniva esclusa dalla difesa di Denis Verdini – né quei giudici della Consulta che potrebbero essere stati avvicinati o contattati, in prossimità della decisione sul Lodo Alfano, dal comitato d’affari che faceva capo a Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. Quanto a Marcello Dell’Utri, a piazzale Clodio ritengono che nella cosiddetta P3 rivestisse un «ruolo centrale», ma non di vertice. Al senatore del Pdl, per il peso politico ricoperto ora e in passato, avrebbero fatto riferimento Verdini e gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta. Sul ruolo di Dell’Utri la procura sta indagando: il senatore infatti, a quanto si è appreso, non è socio di nessuno, non ha prestanome e non risulta interessato a progetti eolici in Sardegna. Non a caso Dell’Utri è indagato solo per violazione della legge Anselmi sulle società segrete e non per corruzione, quest’ultimo reato contestato agli indagati coinvolti anche negli accertamenti su nomine e appalti relativi all’energia del vento in Sardegna. Alcune delle operazioni del Ccf, presieduto fino a venerdì scorso da Verdini, ritenute irregolari da Bankitalia, sono sotto la lente degli investigatori. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli stanno esaminando la relazione degli ispettori dell’organo di vigilanza. Allo stato, rivela la procura, non ci sono illeciti già accertati né iscrizioni nel registro degli indagati, ma un approfondimento degli episodi evidenziati, alcuni già noti agli inquirenti. Tra le criticità rilevate dagli ispettori di Bankitalia – il Ccf è stato commissariato lunedì da Giulio Tremonti su proposta di palazzo Koch – un possibile conflitto d’interesse del coordinatore del Pdl nella gestione della banca e sospetti su alcune operazioni in cui grosse somme sarebbero state divise in diversi assegni più piccoli, con possibile violazione delle norme antiriciclaggio. Oggi sarà ascoltato il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Lunedì toccherà al governatore lombardo Roberto Formigoni. -epolis-