Pomigliano, gli operai Fiat da settembre nella newco

Dubbi, tanti. Il futuro dei lavoratori Fiat di Pomigliano è avvolto nella nebbia nonostante la bella giornata di sole. Le vacanze d’agosto, dopodiché a settembre potrebbe finalmente concludersi l’incubo della cassa integrazione che ha colpito praticamente tutti negli ultimi anni. Ma a quale prezzo? Essere licenziati dalla Fiat Group Automobiles per passare alla newco Fabbrica Italia Pomigliano: società che non farà parte di Confindustria e che, quindi, non applicherà più il contratto di lavoro nazionale. Chi non è d’accordo, verrà messo in mobilità e perderà il posto. «Saranno almeno un migliaio di esuberi», urla la Fiom: che è sempre più schierata contro la soluzione-Pomigliano. «Presto verrà applicata in tutte le sedi del gruppo», s’ipotizza. E allora ecco che stanno per scendere in campo gli avvocati: si può, di punto in bianco, cancellare un contratto nazionale e sostituirlo con regole che sono anche contrarie ai principi costituzionali? La partita riprende. Sullo sfondo l’urgenza di materializzare 700 milioni d’investimenti per produrre la Panda. E, soprattutto, lavorare. Il che, per capi di famiglia sfiniti da un futuro incerto, significa già qualcosa. -leggo-