Da colf di Taormina a ladra: arrestata

L’ex domestica rubò, con due complici, 2 milioni di euro nell’appartamento dell’avvocato Taormina. Da colf qual era, per di più caduta in miseria e con una casa messa all’asta, era diventata milionaria, tant’è che conduceva una vita da nababba. Così è stata smascherata l’autrice del furto da due milioni di euro consumato nella casa di Trastevere del noto avvocato penalista Carlo Taormina. Ivana Santanastasi, 49 anni, era la domestica di fiducia dell’ex sottosegretario al ministero dell’Interno: il 28 maggio dell’anno scorso simulò una rapina nella casa del legale, tant’è che fu lei a chiamare la polizia lamentando pure di aver subito delle percosse, per le quali si era anche fatta ricoverare in ospedale. La donna aveva raccontato agli agenti di essere stata avvicinata da un uomo armato nei pressi dell’ascensore e quindi di essere stata picchiata e costretta ad aprire la porta, per poi essere legata mentre il ladro, riuscendo in maniera magistrale ad aprire la cassaforte, si impossessava di gioielli e denaro: «Le percosse erano lievi, la donna riuscì a slegarsi subito ed alcuni testimoni del palazzo la videro vicino l’ascensore da sola – ha spiegato ieri il capo della Squadra Mobile, Vittorio Rizzi, che ha arrestato la donna insieme al genero e al fratello, ritenuti suoi complici». A tradire l’ex domestica, in particolare, l’improvviso cambiamento del suo tenore di vita. La donna, qualche tempo dopo il furto, era stata infatti licenziata dai coniugi Taormina, che già sospettando di lei l’avevano accusata di aver rubato alcuni monili. Così Ivana Santanastasi si era trasferita ad Anzio, suo luogo di origine, dove a molti aveva subito dato nell’occhio quel suo sfoggiare improvvisamente ricchezza, che lei però aveva giustificato sostenendo di aver vinto al Gratta e Vinci. Fatto sta che insieme al fratello e al genero aveva costituito la società Lazio Group, attraverso cui era entrata in possesso di due punti di ristorazione di kebab nel Vicentino. Il bottino all’inizio lo aveva tenuto nascosto in un’anfora. Poi, la mania di grandezza aveva prevalso e la ex colf si era fatta addirittura fotografare in pose mentre insieme ai parenti sventolava le banconote rubate dalla cassaforte dell’avvocato.