Autostrade, il Tar ferma i rincari

Il pedaggio non può essere una mera tassa. È questa la motivazione in base alla quale il Tar del Lazio, ieri, ha sospeso il provvedimento inserito nella manovra economica che aveva disposto l’aumento dei pedaggi autostradali a partire dal primo luglio scorso, accettando il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, insieme a 41 comuni, provincia di Rieti e Codacons. Una vittoria non da poco: il principio, infatti, vale per tutto il territorio nazionale. Non da poco saranno pure le perdite. L’Anas, infatti, stimava di ricavare dai pedaggi circa 83 milioni di euro nella seconda metà del 2010 e duecento nel 2011. L’ordinanza di sospensione, però, parla chiaro: al pagamento deve corrispondere un servizio e questo vale in tutti i casi che prevedono «il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura». Da luglio, invece, il pedaggio si pagava ai caselli delle autostrade in concessione che si interconnettono con i raccordi autostradali gestiti dall’Anas. «La sentenza – ha detto Roberto Castelli, viceministro a Infrastrutture e Trasporti – è l’ennesima dimostrazione del caos che regna in un Paese in cui chiunque può bloccare le decisioni del governo». Ora, le associazioni dei consumatori vogliono fare i conti. Per Federconsumatori, lo stop del Tar risparmia ai pendolari “un salasso di almeno cinquanta euro al mese”. Codacons e Movimento Difesa del Cittadino domandano la restituzione di quanto già pagato. L’Aduc chiede che l’Anas sia perseguita penalmente per comportamento illegale. Libere dai pedaggi, le autostrade rimarranno protagoniste della cronaca. Si attende un esodo da bollino nero, reso ancora più complesso dal nuovo codice stradale – che, ancora poco conosciuto, aumenta il rischio multe – e dalle previsioni di un diffuso maltempo.