Due militari italiani morti a Herat stavano disinnescando un ordigno

Un nuovo dramma ha colpito il contingente italiano impegnato nella missione di pace in Afghanistan. Un sottufficiale e un caporalmaggiore del 32esimo Reggimento Genio sono rimasti uccisi ieri in un attentato vicino ad Herat. Ne ha dato notizia il presidente di turno del Senato, Vannino Chiti, annunciando che oggi potrebbe esserci al riguardo un’informativa del governo. Il fatto sarebbe avvenuto a una decina di chilometri a nord di Herat, dove ha sede il quartier generale del nostro contingente. Il maresciallo Mauro Gigli, 41 anni di Sassari del 32/o Reggimento Genio di Torino, e il Caporal Maggiore Pierdavide De Cillis, 33 anni di Bisceglie (Bari) appartenente al 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, sarebbero rimasti vittima di un attentato compiuto con un ordigno artigianale che era stato piazzato lungo la strada che stavano percorrendo a piedi. Al momento dell’esplosione stavano effettuando alcuni interventi di bonifica della zona e avevano appena neutralizzato un altro ordigno esplosivo poiché facevanoparte di unteamIedd(Improvised Explosive Device Disposal). Con i due di ieri sale a 29 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore e domenica scorsa a Kabul c’è stato anche un suicidio. Anche il precedente attentato che aveva causato la morte di soldati italiani a maggio, era avvenuto nella zona di Herat. Mentre è arrivata la richiesta bipartisan al governo di riferire su quanto accaduto, Berlusconi ha detto che quando arrivano queste notizie così drammatiche «ci si domanda se ne vale la pena», per poi aggiungere che proprio in queste situazioni, «bisogna rafforzare l’idea che ne vale la pena, le parole non hanno senso»