Chapman tornerà in libertà

«In una cella frigorifera giacciono gli anni ’60…», scriveva il giorno dopo il New York Magazine. Era il 9 dicembre 1980. Per entrambi, vittima e assassino, il tempo si è fermato quella notte sul marciapiede della 72ª strada, a New York, davanti al Dakota building. «Mr. Lennon!» aveva gridato, prima di esplodergli addosso 5 colpi di pistola. Ora Mark Chapman potrebbe tornare in libertà sulla parola. A 30 anni dalla notte in cui uccise il musicista più rivoluzionario del XX secolo. Aveva 25 anni. Gli avevano dato 20 anni di carcere. L’uomo che aveva chiesto un parere «agli ometti della sua mente» prima di andare a Manhattan ad uccidere il leader dei Beatles ne ha scontati 29 nel penitenziario di massima sicurezza di Attica (a Buffalo, nello stato di New York). I tempi in cui odiava Lennon «perché diceva che non credeva in Dio… e che non credeva nei Beatles» sono lontani. Secondo le autorità carcerarie ora Chapman sarebbe pronto per tornare alla vita. «Non commette infrazioni dal 1994 – spiega Erik Kriss, portavoce del Department of Corrections – fa il suo lavoro e non dà fastidio a nessuno». Da 20 anni la moglie Gloria va a trovarlo, nell’ambito del programma di family reunion del penitenziario. A rimetterlo in libertà ci avevano già provato nel 2000, 2002, 2004, 2006 e 2008, ma la Commissione per la scarcerazione sulla parola ha sempre negato il permesso: «Troppi rischi per la pubblica sicurezza». Ora sei lettere in tutto, 4 contro, 2 a favore, sono già arrivate alla Commissione, che ascolterà Chapman la settimana del 9 agosto per decidere. A prendere carta e penna e a scrivere al parole board anche Yoko Ono, moglie di Lennon. Nell’ultima l’artista scrive: «Ho paura che la liberazione di Chapman riporti in vita l’incubo. Io e i figli di John non saremo mai al sicuro per il resto delle nostre vite». -leggo-