Ok ai tagli alla Camera Sulla Manovra un’altra fiducia

Con la fiducia posta ieri sulla manovra economica, alla Camera, il governo Berlusconi IV è arrivato al record di 36 fiducie nei suoi due anni di vita, l’ultima lo scorso 15 luglio proprio sulla manovra, ma al Senato. La fiducia è posta sul testo della commissione, identico a quello approvato a Palazzo Madama e sarà votata oggi alle 17, mentre il voto finale del provvedimento è fissato per domani. Anche Napolitano è intervenuto ieri chiedendo che le misure non mortifichino i diplomatici e ribadendo che «l’obiettivo della riduzione del debito pubblico non si esaurisce in una manovra». Intanto, però, la manovra ha già i suoi effetti. L’ufficio di presidenza di Montecitorio, sulla base delle indicazioni contenute nel decreto, ha deciso che sarà di mille euro netti al mese il taglio sulla retribuzione dei deputati. Il taglio inciderà per 500 euro sulla diaria di soggiorno (oggi pari a 4.003,11 euro) e per i restanti 500 sulla somma destinata al «rapporto elettoelettore », quei 4.190 euro destinati anche ai «portaborse». Montecitorio, inoltre, taglierà complessivamente nei prossimi tre anni (tra il 2011 e il 2013), 60 milioni di euro, sul complesso di tutte le spese. La somma andrà ad aggiungersi ai risparmi, stimabili in 300 milioni di euro, conseguiti dalla Camera tra il 2006 e il 2010. «Evviva! – ha commentato entusiasta il ministro per la Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli -. Sono particolarmente lieto della decisione assunta dall’ufficio presidenza della Camera, che ha recepito in toto il contenuto del mio emendamento alla manovra». Il ministro, che amarzo aveva proposto riduzioni negli emolumenti anche per isenatori e i membri del governo, attende ora che anche gli altri organi istituzionali facciano la loro parte. L’ufficio di presidenza di Palazzo Madama si riunirà domani per affrontare la questione: anche i membri del Senato dovrebbero decidere di rinunciare alla stessa somma. -dnews-