Milano&Coca, spunta la Canalis

Anche escort nei locali. Una modella: «Presi droga con la Canalis». Bufera sulla showgirl argentina. Coca&vip: non finiscono le sorprese a Milano. Dalle pagine dell’ordinanza che lunedì ha portato all’arresto per droga dei tre proprietari delle discoteche Hollywood e The Beach, e per mazette di un funzionario e di un collaboratore del Comune, adesso spunta il nome di Elisabetta Canalis, la fidanzatina d’Italia. E’ lei la seconda vittima del terremoto provocato dall’indagine, dopo Belen Rodriguez, che ai magistrati ha confessato di aver sniffato solo due volte e non in discoteca. Le soubrette argentina, la più amata dagli italiani, tace, ma tutti intorno a lei urlano. L’ex fidanzato Fabrizio Corona, per cui «il suo nome è finito in questa inchiesta solo per gonfiarla. Era una ragazzina». Il sindaco di Sanremo che prima dichiara di non volerla più al festival se si è drogata e poi ci ripensa: «E’ un’artista». Forse per Belen varrà d’esempio la vicenda di Kate Moss, fotografata mentre sniffava, piuttosto che quella di Morgan: altro che crisi di carriera, dopo ha guadagnato di più. Tornando alla seconda vip travolta, la compagna di George Clooney, a fare il suo nome è stata una francese. «Mi è capitato di fare uso di cocaina insieme ad altre persone tra cui Elisabetta Canalis». Così ha messo a verbale il 21 ottobre 2008 Karima M., parigina di 26 anni, aspirante modella, ballerina di lap dance e infine prostituta, assidua frequentatrice del The Club. Insomma, l’inchiesta milanese sta facendo tremare lo star system italiano perché dall’Hollywood e dal The Beach un po’ tutti sono passati e le mille testimonianze raccolte evidenziano un giro di droga continuo. C’era lo spacciatore a cui rivolgersi, il bagno dove consumare, ma a volte la pippata avveniva anche nel privé «una sorta di zona franca» dove – scrive il pm Frank Di Maio – i vip «si ritengono immuni e affrancati dal rispetto delle leggi». Un posto speciale in cui si aggiravano giovanissime escort, dove chi avrebbe dovuto controllare, e i magistrati includono i funzionari pubblici ma anche le forze di polizia, non l’ha fatto. -leggo-