Soldi e cene fastose per evitare i blitz

Chiudere un occhio sulle irregolarità. Oppure aprirli bene, tutti e due, quando si trattava di avvertire i titolari delle discoteche che presto sarebbe arrivato un controllo. E che quel controllo lo si poteva evitare, per dare il tempo di «mettere le cose a posto ». Insomma, nessun vigile urbano “ficcanaso” davanti agli ingressi, licenze facili e gestione senza ostacoli. La contropartita? Mazzette, dai 10mila ai 40mila euro. Ma bastava anche meno: cene fastose e fiumi di champagne, meglio se in «bella compagnia», e ingressi gratis nei privé dei locali di tendenza. Ecco come avrebbero avuto vita facile le discoteche vip. Metà dei 19 indagati nell’chiesta del pubblico ministero Frank Di Maio sono accusati a vario titolo, di concorso in concussione, corruzione, abuso d’ufficio, rivelazioni del segreto d’ufficio e favoreggiamento personale Agli arresti domiciliari sono finiti Rodolfo Citterio, chiamato da tutti «Rudy», componente della commissione comunale di vigilanza sui locali e presidente del sindacato dei locali da ballo (Silb). E Aldo Centonze, altro membro della commissione e dipendente dell’ufficio Demanio di Palazzo Marino. Ma tra gli indagati ci sono altri nomi che scottano. Funzionari e dipendenti di Regione e Comune.Tra questi c’è l’ex comandante dei vigili Emiliano Bezzon, accusato di aver omesso di notificare verbali dai quali emergevano irregolarità su alcuni locali notturni, come invece gli aveva ordinato di fare la giunta. E non solo. Bezzon è anche accusato di aver favorito discoteche intestate a persone a lui vicine, confidando notizie che dovevano invece restare segrete. L’avviso di garanzia arrivò a maggio dell’anno scorso. Pochi mesi dopo, a settembre, ci fu il cambio di guardia al comando di piazza Beccaria. Risulta indagata per abuso d’ufficio anche l’ex vice direttrice generale del Comune di Milano, Rita Amabile. Il suo nome compare nell’ordinanza di custodia cautelare a carico delle cinque persone finite agli arresti domiciliari. Si parla di «rapporti di amicizia e conoscenza » tra uno degli arrestati, Rodolfo Citterio, e la stessa Amabile. Citterio, secondo l’accusa, avrebbe chiesto una tangente da 40mila euro ad Alberto Savoca «per fargli ottenere» il «parere di agibilità» dalla commissione comunale di vigilanza per aprire il locale Qin nella zona del parco Lambro. E lui, Citterio, avrebbe manifestato a Savoca i suoi «rapporti di amicizia e conoscenza» con la Amabile, che all’ epoca dei fatti era alla direzione generale del Comune, e con Maria Teresa Broggini Moretto, «direttore centrale delle attività produttive». -dnews-