Fiumi di coca, sigilli alle disco dei vip

Bottiglie di costoso champagne nel ghiaccio, ceste di frutta fresca e tanta “neve”. Fiumi di coca servita ai tavoli del privé delle due più note discoteche frequentate dallo star system meneghino. Almeno fino a pochi giorni fa, perché ieri, gli agenti della Squadra mobile hanno messo i sigilli all’Hollywood di Corso Como e al The Club di largo La Foppa. «Qui non si trattava di semplice consumo di coca, ma di un vero e proprio sistema», riferiscono gli investigatori. Un sistema del quale facevano parte personaggi dello spettacolo e imprenditori, calciatori e soubrette. Gli uomini della Mobile ci hanno messo tre anni per accertare lo spaccio. E per la prima volta, il giudice per le indagini preliminari, Giulia Turri, ha fato scattare le manette ai tre titolari delle due società che gestivano le discoteche. Per tutti l’accusa è di aver agevolato il consumo di droga all’interno dei locali pubblici. Secondo gli inquirenti, «loro sapevano cosa succedeva dentro i bagni e nel privé, ed erano consenzienti». La scorsa notte, la polizia ha perquisito anche altri tre locali della “movida vip”: Just Cavalli, The Beach (versione estiva del The Club), e l’Hollywood Bar di via Vittor Pisani, tutti locali gestiti dalle società Vimar Srl e BeB and Company Srl, le stesse di Hollywood e The Club. Altre mete obbligate delle «gente che conta». E anche qui, «templi del divertimento », sono state rilevate alcune irregolarità amministrative. L’inchiesta che ha portato agli arresti e ai sequestri è una costola milanese dell’indagine di Vallettopoli. Fin dal 2007, l’Hollywood finì al centro delle cronache proprio per la cessione e il consumo di droghe. Furono messi i sigilli alla nota discoteca di corso Como già a marzo del 2008, quando il giudice Guido Salvini definì il locale «una nave da crociera con poche scialuppe», per il mancato rispetto di alcune norme di sicurezza. Rimase chiuso per ben quattro mesi e fu riaperto soltanto nell’estate del 2008. -dnews-