Duisburg Love Parade, la polizia apre un’inchiesta

Gli organizzatori chiudono il festival dopo 21 anni. La polizia, criticata dai media, apre un’inchiesta. C’è anche una italiana tra le vittime della spaventosa ressa nel tunnel di accesso alla Love Parade di Duisburg. Si chiamava Giulia Minola, 21 anni, di Brescia, studentessa di Moda e Design a Milano. Stava facendo un giro per l’Europa, iniziato venerdì scorso, che sarebbe dovuto durare una settimana. Giulia viveva con la famiglia in una palazzina di un quartiere residenziale di Brescia, dove ieri per tutto il giorno sono arrivati familiari e amici a consolare i genitori. In viaggio era andata con un’amica torinese, Irina Di Vincenzo, compagna di studi. «Era bellissima, una ragazza tosta, molto seria», ha raccontato ieri un’amica di famiglia uscendo dall’abitazione di via Luca Marenzio 7. «Questa era la sua vacanza », aggiunge. La famiglia della giovane, appreso della disgrazia di Duisburg, ha cercato più volte di mettersi in contatto con lei, senza riuscirvi. Le speranze che fosse sana e salva sono crollate quando, verso l’una di notte, i carabinieri hanno suonato i campanello di casa, dicendo che bisognava mettersi in contatto con la Germania. I genitori raggiungeranno oggi Duisburg, anche se potranno vedere la loro Giulia soltanto domani. L’altra ragazza italiana che si trovava con Giulia è rimasta ferita in modo lieve. Il bilancio della tragedia è fermo a 19 morti e 516 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Tra i feriti annel verso le 17. C’erano troppe barriere, i passaggi erano troppo stretti per essere superati agevolmente », ricorda Alexis, 28 anni, di Wuppertal: «Era pazzesco. La polizia stava su delle scale e cercava di tirare fuori la gente. Alcuni hanno provato a distruggere le barriere». «La gente era disidratata, alcuni continuavano a bere alcol e assumere droghe», racconta invece Anneke, 18 anni, una neozelandese che ha cercato di prestare soccorso: «Poi sono andata a ballare, aveva bisogno di rilassarmi». Sulla stampa tedesca infuriano le polemiche: troppo pochi 1.200 agenti di polizia per controllare una massa di oltre 1,4 milioni di persone, hanno scritto in molti, sottolineando le carenze dell’organizzazione. Dalle drammatiche immagini finite su Youtube si vedono i vani tentativi di una manciata di agenti di far defluire la folla dalle scale del cavalcavia che sovrasta il tunnel pochi minuti prima della tragedia. L’invito degli agenti ad arretrare viene accolto da una selva di fischi. Poi il dramma. Dopo i morti, gli organizzatori hanno deciso diarchiviare dopo 21 anni il Festival techno-rave. Anche perché per tutti non è stato, come previsto, il Love Parade, ma il Death Parade. -dnews-