Io, troppo rara per morire

Ora il festival di Duisburg sarà cancellato. Bufera sulla polizia. Merkel: «Indagare». «Troppo strana per vivere, troppo rara per morire». Lo diceva di sé, citando Paura e delirio a Las Vegas, Giulia Minola, la ragazza bresciana morta alla Love Parade di Duisburg. Una frase nella sua pagina Myspace, a suggello di uno «spirito libero», tavolta anche di «umore pazzo», come lei stessa amava definirsi. Giulia, 21 anni, studiava Moda e Design a Milano e stava facendo un giro per l’Europa. E’ rimasta travolta anche lei dalla tremenda calca nel tunnel della morte, che ha fatto 19 vittime e almeno 340 feriti. Tra questi ultimi, anche un’altra italiana, di Torino: non è grave. Era proprio in compagnia di Giulia e ha saputo solo in ospedale che l’amica era morta. Le testimonianze raccontano di una strage forse annunciata (tanti sul web gli sos della vigilia), sicuramente evitabile. Sulla stampa tedesca infuria la polemica contro gli organizzatori: «Come si può lasciare un unico accesso al recinto attraverso un tunnel?» si è chiesto lo storico fondatore della manifestazione, il dj Matthias Roeingh, alias Dr Motte. Sotto accusa anche la sicurezza: pochi 1.200 agenti di polizia per controllare una massa di oltre 1,4 milioni di persone. «Sempre più gente cercava di entrare, la folla non riusciva ad avanzare» hanno raccontato i testimoni. Ricostruzioni che sembrano confermate dai drammatici video su YouTube. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta «sconvolta» e ha auspicato che si indaghi a fondo; anche il Papa ha espresso «profondo dolore» per la tragedia: «Affido i giovani morti al Padre Celeste». Per il festival techno-rave nato a Berlino nel 1989, è il giorno più triste. L’organizzatore della Love Parade, Rainer Schaller, ha annunciato la definitiva chiusura. Perché ormai, come ha commentato una superstite di Duisburg, sarà ricordata come la death parade. -leggo.it-