Bufera per l’annuncio della Fiat

Dopo lo scorporo per la Fiat arriva la trasferta all’estero. A poche ore dal boom del titolo a Piazza Affari (salito del 6,46%) l’ad dell’azienda Sergio Marchionne intervistato da Repubblica annuncia un investimento da un miliardo di euro pronto per la Serbia. Nella ex Jugoslavia verrà prodotta la L0, un monovolume che sostituirà la Multipla, la Musa e l’Idea che attualmente vengono prodotte nello stabilimento di Torino Mirafiori. «Se non ci fosse stato il problema Pomigliano la L0 l’avremmo prodotta in Italia» ha detto Marchionne, aggiungendo che è mancata «serietà da parte del sindacato». L’annuncio ha immediatamente scatenato polemiche. «Credo che si debba quanto prima riaprire un tavolo tra le parti per discutere l’insieme del progetto Fabbrica Italia secondo il modello già concordato a Pomigliano» ha proposto il ministro del Lavoro, Sacconi. La presidente di Confindustria Marcegaglia ha chiesto un confronto con Marchionne sottolineando l’importanza di «perseguire l’investimento a Pomigliano». Dure le reazioni del sindaco di Torino, Chiamparino che ha definito «paradossale » la scelta di «far pagare ai lavoratori e alla città di Torino le conseguenze della vicenda di Pomigliano», e della ex governatrice del Piemonte Mercedes Bresso che ha parlato di «ritorsione ». A lei ha fatto eco la Cgil, che vede nella decisione della Fiat «una ritorsione contro lavoratori e sindacati». Nella polemica è intervenuto anche il leader del Pd Bersani: «Le condizioni che Fiat trova all’estero le trova anche a Torino. È la città che in Italia ha più cultura industriale ». Dura opposizione anche dalla Lega. «L’ipotesi ventilata da Marchionne non sta né in cielo né in terra – ha commentato il ministro della Semplificazione Calderoli – Se si tratta di una battuta fatta per portare a più miti consigli i sindacati, sappia che comunque non fa ridere nessuno». -dnews-