In fin di vita per la mucca pazza

Una nuova variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob o semplicemente Mucca Pazza. E’ la terribile diagnosi per una donna di 42 anni, ricoverata nell’hospice cure palliative dell’ospedale di Livorno. La donna è in condizioni disperate ed è ricoverata nel reparto dell’ospedale livornese proprio per effettuare cure che l’aiutino ad affrontare con dignità la fase terminale della malattia. Si tratta del secondo caso in Italia: il primo si è registrato in Sicilia nel 2002. Il suo sistema nervoso è stato aggredito dalla cosiddetta encefalite da prione, una particella infettiva proteica che colpisce il cervello. Quando si mangia carne infetta, si contamina il tessuto cerebrale e il sistema nervoso viene progressivamente neutralizzato. Le terapie al momento non permettono di guarire. La diagnosi risale all’ottobre del 2009 e, dopo un periodo all’Istituto Neurologico Besta di Milano, la donna è stata trasferita a Livorno. Al momento non è chiaro come abbia contratto la malattia. «E’ un’eredità del passato, facilmente prevedibile per i lunghi tempi di incubazione. La carne italiana è sicura, grazie a un rigido sistema di controlli, introdotto con successo nel 2001», rassicura la Coldiretti. Dopo il notevole aumento dei casi della malattia nei bovini (Bse) e nell’uomo, concentrato soprattutto fra il 1996 e i primi anni 2000, da qualche anno si registra un notevole rallentamento nella diffusione della malattia. Proprio nei giorni scorsi il commissario europeo alla Salute, John Dalli, ha dichiarato che l’Europa è uscita vincente dalla lotta contro la malattia, che nel 2009 ha fatto registrare 59 casi negli allevamenti degli Stati membri. L’ultimo caso di Bse in Italia risale al 2008, in Piemonte e l’unico decesso nell’uomo risale appunto al 2002. -leggo.it-