I miei soldi frutto di sacrifici

Sotto la lente d’ingrandimento. Passati al setaccio, voce per voce, per capire se i soldi depositati siano di provenienza dubbia o se tramite loro siano state effettuate operazioni illecite. Sono i conti aperti a partire dal 2004 negli istituti del gruppo Unicredit e intestati a Denis Verdini, coordinatore del Pdl. Che si difende con i denti: «I 2,6 milioni di euro, che il Corriere della Sera sembra presentare come il frutto di chissà quale misfatto, sono frutto di enormi sacrifici economici fatti da me, dalla mia famiglia e dai miei soci». Se il coordinatore alza le barricate, dall’altro emisfero del Pdl arriva l’ennesimo fendente: «Bisogna essere drastici – spiega il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la cerimonia del Ventaglio alla Camera – se vogliamo che la politica sia in sintonia con la società, nei confronti di comportamenti che sono scarsamente in sintonia con l’etica pubblica e con il rispetto delle regole del vivere civile, la politica deve essere intransigente». Un’inchiesta, quella sulla P3 che, se il ddl intercettazioni fosse già entrato in vigore, non sarebbe mai cominciata. Sul tema il governo accelera. «Noi siamo per approvare il ddl alla Camera prima delle vacanze estive», annuncia il ministro della Giustizia, Alfano, lasciando la Commissione Giustizia di Montecitorio. Con Fini che fa notare che «l’estate finisce il 21settembre…». Tempi duri per la maggioranza anche in aula, dove il governo è stato battuto 3 volte: due i ko sulla proroga delle missioni militari all’estero, una su quella delle multe delle quote latte. -leggo.it-