L’industria italiana svetta, il Mezzogiorno affonda

Da un lato un’industria che nel mese di maggio segna una sorta di mini boom, dall’altro un mezzogiorno che continua ad arrancare sotto i colpi della crisi e sottola minaccia di una povertà sempre più diffusa. A dare il primo dato è l’Istituto italiano di statistica. In particolare gli esperti Istat segnano un boom degli ordinativi dell’industria che hanno registrato a maggio un aumento del 26,6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, toccando di fatto il picco più alto dal 2005 a questa parte. Sul podio dei comparti trainanti il gradino più alto spetta alla fabbricazione di mezzi trasporto che segna un aumento del 60%. Per l’industria non crescono solo gli ordinativi ma anche il fatturato che a maggio è cresciuto dell’8,9 per cento. In questo senso sono andati molto bene i petroliferi (+28,5%) e male l’auto (-7,1). A fronte di questi segnali positivi ne arrivano altri molto preoccupanti dal rapporto Svimez, l’agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno. Secondo dati che risalgono al 2008 circa un meridionale su 5 non è riuscito a pagarsi le spese mediche e sempre uno su 5 non è riuscito a pagare il riscaldamento. Nel 30% delle famiglie al Sud poi sono mancati i soldi per i vestit ie nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari. Il tutto aggravato da un colpo di scure sull’occupazione che nel biennio 2008-09 ha bruciato 100mila posti di lavoro e dall’ombra della povertà che minaccia una famiglia su tre. -dnews-