Intercettazioni c’è il dietrofront

Sulle intercettazioni il governo fa dietrofront. L’emendamento al ddl presentato ieri dal governo toglie il divieto assoluto di pubblicazione e lascia la possibilità di diffusione per le trascrizioni delle telefonate definite “rilevanti”. Il nuovo testo del provvedimento firmato dal sottosegretario Caliendo prevede infatti che le intercettazioni siano segrete fino alla cosiddetta “udienza- filtro” in cui un giudice selezionerà le trascrizioni rilevanti ed escluderà le altre. Il maxiemendamento è stato accolto con soddisfazione dai finiani del Pdl con l’avvocato Giulia Bongiorno che parla «non di passo ma di balzo in avanti», sottolineando come le modifiche si muovano verso le istanze del mondo dell’informazione. Di tutt’altro avviso invece Silvio Berlusconi secondo cui, «con queste modifiche la legge lascerà pressappoco la situazione come è adesso, e cioè non permetterà agli italiani di parlare liberamente al telefono». Il premier poi definire quella italiana «una democrazia costruita con un’architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di democraticizzazione ». Intanto ieri si è registrato un doppio attacco a Caliendo, dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta P3. Da un lato Idv ha presentato una mozione di sfiducia dall’altro il Pd ha chiesto che non si occupi più di intercettazioni. -dnews-