Pdl intesa intercettazioni Fini canta vittoria

Le intercettazioni rilevanti saranno pubblicabili dopo un’udienza-filtro. La svolta è arrivata nel primo pomeriggio, quando il governo ha presentato il suo atteso emendamento al disegno di legge in commissione Giustizia alla Camera. La proposta di modifica riduce il “bavaglio” per la stampa, uno dei punti critici del testo indicati dal Quirinale; e al contempo rappresenta il tanto agognato punto di sintesi fra le diverse posizioni all’interno della maggioranza, che a questo punto conta di approvare il ddl a Montecitorio entro la pausa estiva. I finiani esultano e buona parte del Pdl loda il paziente lavoro di mediazione del Guardasigilli Alfano. Ma il premier Berlusconi è di tutt’altro avviso: «Con le modifiche di oggi la legge lascerà pressappoco la situazione come è adesso, e cioè non lascerà gli italiani parlare liberamente al telefono e l’Italia non sarà un Paese davvero civile ». Per il capo del governo proseguirà «lo scandalo di un privato che, senza aver commesso reati, può venire registrato e vedere poi le sue conversazioni su un giornale». E questo per almeno due motivi. «Il difetto della nostra democrazia – argomenta il Cavaliere – è che è costruita su un’architettura costituzionale non in grado di introdurre interventi di ammodernamento ». E ancora: «Queste leggi non piacciono a certi signori della magistratura di sinistra che le impugnano davanti alla Corte Costituzionale composta a sua volta da undici giudici di sinistra». È invece molto soddisfatto il presidente della Camera Fini: «Ha prevalso il buon senso, è stato raggiunto un punto di compromesso che afferma tre grandi valori costituzionali: libertà di stampa, diritto alla privacy e diritto-dovere delle autorità di polizia di contrastare il crimine. Voglio un Paese con una stampa libera in cui ogni giornale scrive quel che vuole, se ne assume la responsabilità e scrive che ci sono delle indagini in corso». Con l’emendamento presentato dal sottosegretario alla Giustizia Caliendo cade il divieto di pubblicazione delle intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari. Sarà predisposta un’udienza-filtro nella quale il gip, insieme ad accusa e difesa, selezionerà le intercettazioni depositate dal pm. Quelle considerate rilevanti potranno essere pubblicate «anche per riassunto» dai media mentre saranno escluse quelle relative a fatti o persone estranee alle indagini. Per dirla con il Guardasigilli Alfano «il testo è l’unico punto di arrivo attualmente possibile, stante l’attuale situazione parlamentare ed istituzionale». Ma il risultato finale «è senz’altro meno ambizioso rispetto a quanto previsto nel programma» di governo. «Più che un passo in avanti mi sembra un balzo in avanti», commenta la finiana Giulia Bongiorno, la relatrice del ddl. Emilio Costa, capogruppo del Pdl in commissione, esclude un rinvio del voto a settembre: «Quello dell’esecutivo è un maxi- emendamento di sintesi e il disegno di legge approderà in Aula il 29 luglio». Per il ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta l’emendamento del governo «crea le premesse per l’approvazione entro l’estate del provvedimento», mentre la Lega non si sbilancia. «La legge – sostiene Reguzzoni – si poteva fare meglio e più in fretta, ma tanto di cappello ad Alfano». -epolis-