Vicini alla verità sulle stragi

Le audizioni sono state secretate. Ma bastano le parole dei pm di Caltanissetta per far esplodere l’ennesimo caso di un’agitatissima estate. Un’autentica bomba con deflagrazione annunciata, che rischia di provocare una vera e propria devastazione dell’attuale assetto politico. «Siamo ad un passo dalla verità sulla strage di via d’Amelio. Una verità clamorosa, di cui la politica potrebbe non reggere il peso», hanno detto senza mezzi termini i pm Sergio Lari e Nico Gozzo davanti alla commissione Antimafia. Anzi, no. Le pesantissime parole dei magistrati non sono state pronunciate nella sede istituzionale bensì prima, al cospetto dei giornalisti. Lo sottolinea lo stesso presidente dell’Antimafia, il senatore Giuseppe Pisanu. In una nota, Pisanu nega decisamente «che i magistrati di Caltanissetta abbiano dichiarato di essere ad un passo dalla verità sulla strage di via d’Amelio e che la politica non sarebbe in grado di reggere il peso di tale verità». Siamo di fronte ad un altro braccio di ferro tra poteri dello Stato oppure, dopo 18 anni, l’eccidio del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta rischiano di svelare finalmente il “dietro le quinte” di uno dei tanti misteri d’Italia? I magistrati non hanno dubbi: nonostante i depistaggi, le amnesie istituzionali, le false prove e i falsi pentiti, le indagini sono prossime a una svolta «terribile e clamorosa». Sul tappeto ci sono undici ergastoli a imputati probabilmente innocenti. E un processo smontato da Gaspare Spatuzza, che ha mandato all’aria la vacillante ricostruzione di Vincenzo Scarantino. Insomma, la verità è da tutt’altra parte. Già, quale? Che dietro l’eccidio non ci sarebbero soltanto le cosche e quel patto tra mafia nissena e palermitana. Ci sarebbero invece proprio alte cariche dello Stato, a protezione di patti assolutamente inconfessabili. «Siamo vicini alla verità», ripetono i pm. Che Borsellino aveva probabilmente scoperto, dicendo no alle trame tra istituzioni e Cosa Nostra. -leggo.it-