Marrazzo c’è, ma non si vede

Torna in tv, ma non si vedrà. Piero Marrazzo, 52 anni il prossimo 29 luglio, dopo lo scandalo trans, si prepara a sbarcare su Raitre con «documentari e inchieste, ma la sua intenzione non è quella di tornare a condurre», annuncia Nino Rizzo Nervo, consigliere di minoranza Rai. «Ho incontrato Marrazzo, credo tre volte, negli ultimi mesi – racconta Rizzo Nervo – ero amico anche di suo padre insieme al quale ho più volte lavorato sulle inchieste di mafia quando vivevo a Palermo. Piero è un bravissimo giornalista». Poi, la rassicurazione: «No, non tornerà a condurre. La sua vicenda personale lo ha molto provato, ma vuole giustamente tornare a fare il giornalista. Ha delle ottime idee sulla realizzazione di alcune inchieste e pensa anche alla realizzazione di alcuni documentari e ne ha già parlato con il direttore di Raitre». Il progetto a cui starebbe lavorando Marrazzo riguarda reportage internazionali: non si tratta di un programma seriale, ma di singole inchieste la prima delle quali potrebbe partire dopo l’estate, con il coinvolgimento di Rai Cinema, per una realizzazione destinata in ogni caso a durare diversi mesi. Per Marrazzo si tratterebbe comunque del ritorno in Rai, dopo le dimissioni dello scorso ottobre dalla Regione – incarico che aveva affrontato in aspettativa da viale Mazzini – legate all’inchiesta sul presunto ricatto da parte di carabinieri che lo avrebbero filmato in intimità con un transessuale. Marrazzo era stato eletto governatore del Lazio con la coalizione di centrosinistra nell’aprile del 2005 con oltre un milione e 600 mila preferenze, anche grazie alla popolarità guadagnata in 15 anni di Rai e soprattutto conducendo Mi manda Raitre, dal ‘97 al 2004. -leggo.it-