Preti pedofili, giro di vite

Il Vaticano prende provvedimenti ed aumenta le pene per contrastare la piaga della pedofilia che da mesi ormai sta mettendo in ginocchio l’immagine della Chiesa cattolica nel mondo. Il giro di vite sui pedofili riguarda tre principali modifiche al “Delicta Graviora”( ovvero i delitti eccezionalmente gravi) del 2001, che accompagnava il “Sa cr am en torum sanctitatis tutela”, firmato da Giovanni Paolo II. Innanzitutto la prescrizione, che per i reati di pedofilia passa da 10 a 20 anni, poi gli abusi sessuali sugli handicappati psichici, che adesso vengono equiparati a quelli sui minori, e infine l’introduzione del “delitto di pedopornografia”. La normativa è firmata dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Levada e per approvazione da Papa Benedetto XVI e afferma in maniera esplicita che nei casi di abusi su minori da parte dei preti “si deve seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità”. Non solo pedofilia Oltre all’attesa sezione per combattere la pedofilia, l’aggiornamento stabilisce anche norme più severe in materie come l’ordinazione femminile e l’eresia. «Le norme dell’ordinamento canonico per trattare i delitti di abuso sessuale di membri del clero nei confronti di minori sono state pubblicate – rileva il portavoce, padre Federico Lombardi – in forma organica e aggiornata, in un documento che si riferisce a tutti i delitti che la Chiesa considera eccezionalmente gravi e che perciò sono sottoposti alla competenza del Tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede: oltre agli abusi sessuali si tratta di delitti contro la fede e conto i sacramenti dell’eucarestia, della penitenza e dell’ordine». Il Tribunale si occuperà, tra gli altri, anche dell’ordinamento delle donne prete, considerato reato all’interno della Chiesa. In quanto ai processi, «si ripropone la normativa sulla confidenzialità, a tutela della dignità di tutte le persone coinvolte – precisa il portavoce vaticano – trattandosi di norme interne all’ordinamento canonico, di competenza cioè della Chiesa, non trattano l’argomento della denuncia alle autorità civili». Nessuna modifica normativa da parte del Vaticano, dunque, sul delicato tema della collaborazione tra giustizia canonica e giustizia civile nel caso un prete sia accusato di pedofilia. -dnews-