Fiat, 4 operai licenziati in 24 ore

Bufera a Melfi: i dipendenti avevano bloccato un carrello robotizzato. Polemiche e scioperi. È un telegramma di poche righe, spedito ieri mattina dalla Fiat a una tuta blu dello stabilimento di Melfi, ad alzare di parecchi gradi la temperatura dei rapporti tra il Lingotto e i sindacati. L’operaio del reparto montaggio della Punto Evo è stato licenziato. Da una settimana era stato sospeso perché durante un corteo interno aveva ostacolato il percorso di un carrello robotizzato: un’azione che secondo l’azienda ha impedito ad altri operai, che non partecipavano allo sciopero, di lavorare. Ad affiancarlo nel boicottaggio c’erano altri due dipendenti, a loro volta sospesi e per cui la lettera di licenziamento sarebbe imminente: in questo caso si tratta di due delegati sindacali, e proprio della Fiom, ovvero il sindacato ribelle, quello che non ha firmato gli accordi per Pomigliano. Per protesta ieri i tre operi sono saliti sulla Porta Venosina, un monumento di Melfi. «La Fiat è passata dal ricatto alla rappresaglia e alle intimidazioni ai lavoratori» ha sentenziato il leader della Fiom Maurizio Landini. Con quelli di ieri salgono infatti a quattro in 24 ore i licenziamenti di dipendenti del Gruppo: martedì a Torino la Fiat ha liquidato un impiegato di 36 anni, Pino Capozzi – anche in questo caso un delegato Fiom – perché «ha usato i mezzi informatici aziendali per diffondere messaggi denigratori nei confronti dell’azienda», sono le motivazioni del Lingotto. Il colletto bianco ha infatti usato la mail dell’ufficio per diffondere un volantino in cui i lavoratori polacchi dello stabilimento di Tichy (che producono Panda e Cinquecento) esprimevano solidarietà ai colleghi di Pomigliano. La Fiom ora passa al contrattacco: ha fissato per domani uno sciopero di 4 ore in tutto il Gruppo Fiat per chiedere il ritiro dei licenziamenti. -leggo.it-