Cosentino lascia: Fini vuole il potere

Si dimette il sottosegretario Nicola Cosentino, coinvolto nell’inchiesta P3, pur rimanendo coordinatore Pdl in Campania. La decisione dopo un incontro con il premier a Palazzo Chigi. E’ il terzo esponente di governo che lascia negli ultimi due mesi. Una scelta che evita alla maggioranza la trappola della mozione di sfiducia. Presentata da Pd e Idv, sarebbe stata votata anche da Udc e finiani. Il presidente della Camera l’aveva messa in calendario per mercoledì 21, scatenando le ire di Pdl e Lega. E dello stesso dimissionario, che lo accusa di avere un solo obiettivo, «ottenere il potere nel partito». E’ stato Berlusconi a spingere per le dimissioni, poiché sa che il coinvolgimento di così tanti esponenti del suo partito in vicende giudiziarie non giova alla sua immagine. Formalmente però il premier si dice «certo della estraneità ai fatti» di Cosentino. Fini incassa comunque un’altra vittoria e fa spallucce delle accuse che gli vengono rivolte dai suoi colleghi di partito: «Dimettersi era per l’onorevole Cosentino un atto indispensabile. Quello che dice mi lascia del tutto indifferente». E’ certo che la minoranza Pdl sta contando parecchie vittorie: le modifiche al ddl intercettazioni, le dimissioni di Brancher e ora di Cosentino. Nessun passo indietro invece per l’altro indagato nell’inchiesta P3, il coordinatore Pdl Verdini. Sempre con più insistenza però si parla del passaggio da tre coordinatori ad uno. L’inchiesta non si ferma e da un’informativa dei carabinieri spunta il nome del governatore lombardo Formigoni che chiese al gruppo di Carboni un intervento per far riammettere la sua lista esclusa dalle regionali 2010. Dalla stessa informativa emerge che il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, ha dato il suo contributo al gruppo, anche se lui nega di essere stato a conoscenza di operazioni segrete. Al vaglio della procura, oltre a quella di Caliendo, la posizione del capo degli ispettori Arcibaldo Miller e dell’avvocato generale della Cassazione, Antonio Martone. Intanto l’Anm lancia in suo appello: i magistrati coinvolti nell’inchiesta P3 si dimettano. -leggo.it-