Nuova Cupola. Ma “alla calabrese”

Èstata definita l’operazione più imponente degli ultimi anni. Un maxi blitz che ha colpito al cuore la ‘ndrangheta, portando dietro le sbarre304persone -120i fermi disposti dalla Dda di Reggio Calabria, 184 dalla magistratura di Milano – colpendo di fatto le più importanti e potenti famiglie delle provincedi Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone, oltre alle loro “diramazioni ” extra regionali – Lombardia, Piemonte e Liguria – ed estere. Oltre ai vertici delle cosche calabresi – come il boss Pino Neri accusato di convogliare voti per il deputato Pdl Giancarlo Abelli – sono finiti in manette quattro carabinieri, alcuni politici e imprenditori milanesi e un direttore della Asl diPavia. Le accuse vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacienti, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura ad altri reati gravi. L’operazione ha permessoinoltre il sequestro didenaro, armi e droga, ma anche di beni mobili e immobili per 60 milioni di euro. Il nuovo schema Per mesi la procura di Reggio Calabria ha intercettato i vertici delle cosche. E supportata dalle procure lombarde di Milano e Monza ha indagato in particolare sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel nord Italia. L’inchiesta, denominata “il Crimine”, ha permesso così di svelare anche il nuovo volto dell’organizzazione mafiosa, che in questi anni ha subito unamutazione genetica. Dalle intercettazioni è emerso, ad esempio, che numerosi appalti edili per opere pubbliche in Lombardia, come pure una serie di omicidi venivano decisi in Calabria da un organismo finora semi-sconosciuto della mafia reggina: la cosiddetta Provincia, una sorta di cupola di Cosa Nostra, a capo di tutte le ‘ndrine. La ‘ndrangheta, dunque, «dopo un lento processo evolutivo ha ormai raggiunto una nuova configurazione organizzativa – spiegano gli inquirenti – in grado di coordinare le iniziative criminali delle singole articolazioni, soprattutto nei settori del narcotraffico internazionale e dell’infiltrazione negli appalti pubblici». E il centro di coordinamento di tutte le iniziative è costituito appunto dalle cosche di Reggio. Sarebbe quindi la commissione provinciale reggina a governare e a prendere decisioni anche per quegli affari che riguardano le cosche di “periferia”come quelle di Milano, Torino, ma anche del Canada, Australia, Germania e Svizzera. Fu la Provincia ha ordinare, ad esempio, l’omicidio del boss Carmelo Novella, “compare Nuzzo”, ammazzato da due killer a volto scoperto il 14 luglio del 2008 in un bar di San Vittore Olona (Milano). Ed è proprio partendo da questo omicidioche gli inquirentisono riusciti a scoprire la “mutazione g enetica” e il nuovo organigramma della ‘ndrangheta. Inizialmente l’assassinio sembrava il risultato di una faida legata agli appalti nell’edilizia. Invece Novella aveva detto in giro che “la Lombardia” (la cosca del nord), avrebbe potuto “fare da sola”, senza la “casa madre” calabrese. Un desiderio di autonomia che Novella ha pagato con la vita. Dall’inchiesta è emerso pure che la nuova cupola calabrese aveva deciso di mettere le mani sulla ricostruzione in Abruzzo, appena colpito dal terremoto. Piano che però fallì. Come è fallito il tentativo delle ‘ndrine di infiltrarsi negli appalti per l’Expò 2015 di Milano. Nei fascicoli dei procuratori Ilda Boccassini e Giuseppe Pignatone sono entrati anche due filmati senza precedenti. Il più clamoroso è stato registrato il 29 ottobre 2009 aPaderno Dugnano, Milano, in un circolo Arci intitolato ai giudici Falcone e Borsellino. Per alzata di mano, e all’unanimità, è stato scelto dai vertici dei clan calabresi del Nord il “mastro generale”, Pasquale Zappia, con tanto di brindisi finale. L’altro filmato è stato fatto in Aspromonte, alla Madonna dei Polsi: è la riunione di tutti i boss calabresi. -dnews-