La P3? Quattro sfigati pensionati

Mozioni di sfiducia ai sottosegretari Cosentino e Caliendo presentate dal Pd e finiani possibilisti sul voto a favore. Basta tanto per consumare un altro duro scontro nella maggioranza con il profilarsi di un nuovo caso-Brancher. Ma Berlusconi stavolta non lascia dubbi, con un aut aut dal bersaglio preciso: «chi vota la sfiducia contro uno degli esponenti del governo è fuori dal partito e dalla maggioranza» avrebbe detto ai suoi. Poi però c’è una nota del Pdl a smentire che il Cavaliere abbia mai parlato «con alcuno in merito ad eventuali mozioni di sfiducia nei confronti di chicchessia». Ma il premier è stanco di un «clima giacobino e giustizialista» anche se si dice convinto che l’inchiesta sulla P3 è solo «un polverone» perché si tratta solo di «quattro sfigati pensionati». Si rivolge poi velatamente a Fini quando parla di «artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante» e dichiara battaglia per «impedire che si ritorni a un passato che gli italiani non vogliono più». Fini non risponde, ma apre un altro fronte all’interno del Pdl, attaccando la Lega sulla questione delle quote latte. Nella prova di forza fra maggioranza e minoranza del Pdl si fa aspro lo scontro fra Bondi e Bocchino con il primo che definisce «nefasto» il ruolo del finiano nel Pdl. Il deputato ex An «è sorpreso» dalle parole del ministro. Tremonti ci mette del suo ad inasprire i rapporti interni alla maggioranza, smentendo il ministro Sacconi sulla norma, poi ritirata, che faceva saltare il limite di 40 anni di contributi per andare in pensione: «Non è stato un refuso». E tra gli emendamenti caldi, sui quale il governo dovrebbe chiedere la fiducia, quello relativo alle restrizione di autocertificazioni per immigrati che vogliano aprire attività commerciali». -leggo.it-