Quel Paese “campeon” che ora spera contro la crisi

La Spagna è campione del mondo. Un’iniezione di adrenalina che ha spinto le furie rosse di Del Bosque sul tetto del mondo, e che potrebbe dare nuovo slancio all’intero paese, stretto da mesi nella morsa di una crisi profonda. Non a caso alla vigilia della partita il titolo di apertura dell’autorevole quotidiano economico spagnolo Expasion era “España: a ganar para salir de la crisis”, “Spagna, vincere per uscire dalla crisi”. Una speranza condivisa non solo da buona parte della stampa spagnola e dei cittadini, ma anche da da diversi esponenti del governo. «Se la Spagna vince la finale, bisognerà rivedere al rialzo le previsioni sul Pil», ha dichiarato il ministro dell’Industria Miguel Sebastiàn qualche giorno fa al quotidiano El Correo «entre la broma y la predicciòn seria», cioè tra il serio e il faceto. Il premier Zapatero, protagonista assoluto di una crescita inaspettata del paese e ora, a metà del suo secondo mandato, costretto persino a diminuire gli stipendi degli statali per far quadrare i conti e non finire come la Grecia, non si è spinto così avanti. Ma il 7 luglio, in occasione della partita con la Germania, ha dichiarato che la vittoria fa bene per far crescere «l’autostima e la fiducia nel paese». E se davvero bastasse l’entusiasmo degli spagnoli di queste ore per assistere alla ripresa, allora la Spagna è già fuori dalla crisi. Dopo la vittoria i vari capi di Stato si sono congratulati con Zapatero econ la squadradi Del Bosque. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha scritto una lettera al capo del governo: «La squadra spagnola ha giocato in perfetta armonia». Anche il presidente della Commissione Ue Barroso si è felicitato con la Spagna per la «meritata vittoria». Al 120esimo minuto della partita di domenica sera milioni di persone hanno festeggiato in tutta la Spagna la prima vittoria al Mondiale di calcio. Una marea umana – almeno 200.000 persone col volto dipinto di giallo e rosso – si è riunita a Madrid in Plaza de Cibeles e lungo il Paseo de los Recoletos per seguire la partita in diretta sugli schermi gigantie hanno continuato a festeggiare tutta la notte nelle strade della capitale, malgrado il caldo soffocante. Scene di tifosi in festa, caroselli di auto e clacson impazziti si sono ripetuti in gran parte delle città del paese. A Barcellona, dove sabatopiù milionedi catalanihanno manifestato per l’autonomia dopo l’ennesima bocciatura della Corte Costituzionale, almeno 75.000 persone hanno comunque invaso il centro della città per festeggiare le furie rosse. Le bandiere della Spagna, alcune anche con il toro, hanno sventolato ovunque, anche sulla fontana di Canaletas, dove il Barça festeggia le sue vittorie, al grido di “Visca Barça, Visca Catalunya”(viva il Barcellona, viva la Catalogna). Scene di giubilo si sono viste anche in molte città d’Europa, dove le comunità spagnole, e non solo loro, hanno ballato per tutta la notte. A Roma, a piazza di Siena, davanti al maxischermo c’erano almeno 50mila persone ad assistere alla finale contro l’Olanda. La maggior parte di loro ha poi trascorso la notte in giro per la città, con tanto di bagno nelle fontane del centro. L’onda rossa ha raggiunto persino il Giappone, anche se a seguire la partita non sono stati in tantissimi, per la verità, per colpa soprattutto dell’orario: la partita è cominciata in piena notte, alle 3.30. Il tenore Placido Domingo ha voluto incontrare la squadra addirittura negli spogliatoi subito dopo la vittoria. «Per la Spagna questo successo è meraviglioso », ha detto commosso. Ora Zapatero spera che questo successo possa ristabilire un clima di fiducia nel paese. Per poter finalmente risalire la china. -dnews-