Regioni in trincea: niente ci dividerà

Serrare le file. Il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, e quello della Lombardia Roberto Formigoni, smentiscono spaccature tra i presidenti sulla minaccia antitagli di restituire le deleghe allo Stato. Errani dichiara di essersi confrontato «con molti colleghi » e conferma: «La manovra così com’è non è sostenibile. Le regioni non rinunciano a lavorare e a confrontarsi con il governo anche nei prossimi giorni per cambiarla rendendola più equa ed equilibrata». La Finanziaria prevede per le regioni a statuto ordinario 8,5 miliardi di euro di tagli distribuiti tra il 2011 e il 2012, più 1,5 miliardi per regioni a statuto speciale e province autonome. Tra i settori più a rischio ci sarebbe il trasporto pubblico locale. «Alle competenze», ribadisce Errani, «devono corrispondere le necessarie risorse, come stabilito dall’articolo 119 della Costituzione ». Ma la mancata disponibilità a restituire le deleghe da parte del veneto Zaia e del piemontese Cota, entrambi leghisti, ha evidenziato una rottura del fronte. Formigoni nega: «Contano i documenti sottoscritti », dice al Crriere della Sera, «su cui siamo stati e siamo tuttora unanimi». E le parole di Umberto Bossi, che ha detto di aver strappato al ministro Giulio Tremonti l’ok a ridurre di un miliardo la dieta regionale, con le giunte che però non si sarebbero accontentate? «Nessuno ci ha mai proposto questa riduzione», ribatte Formigoni. Ma se è reale, «pronti a venire a Roma domani per firmarla ». Nel frattempo, anche la governatrice del Lazio Renata Polverini vacilla: «Non credo che le Regioni vogliano spogliarsi di ruolo, la questione è fare in modo che continuino a esercitarlo al meglio». Mercoledì i governatori faranno il punto in una conferenza straordinaria delle regioni. -epolis-