Manovra, tagli ridotti di un miliardo? Firmiamo

Manovra, Formigoni attacca Bossi. Ira polizia: pochi 160 milioni. Non sembrano aver fine le proteste che accompagnano la manovra finanziaria. Le Regioni continuano a chiedere modifiche, anche se il fronte non appare più compatto. Il presidente della Conferenza delle Regioni Errani si affretta a dire che c’è ancora unità fra i governatori, ma le prime smagliature sono evidenti. I leghisti Cota e Zaia non sono d’accordo sulla restituzione delle deleghe e anche la governatrice del Lazio Polverini frena: «Non credo che le Regioni vogliano e possano spogliarsi del proprio ruolo». Fra i più arrabbiati continua invece ad esserci il presidente lombardo Formigoni che ricorda a Bossi, come «nessuno abbia mai proposto alle Regioni la riduzione di un miliardo dei tagli. Se la proposta è ancora valida – aggiunge – siamo pronti a firmarla». Comuni e Province, invece, hanno già trovato un’intesa con il governo e fanno i conti su quello che potrebbe arrivare nelle loro casse con il federalismo municipale. Tra le nuove entrate potrebbe esserci la cedolare secca del 23% sugli immobili. Ma sulla manovra pesa ancora l’insoddisfazione delle forze di polizia che minacciano ulteriori mobilitazioni («insufficienti i 160 milioni proposti»), mentre i diplomatici hanno indetto uno sciopero per il 26 luglio. E poi c’è la vicenda delle quote latte. La Lega ha voluto e ottenuto la proroga dei pagamenti delle multe, ma l’Italia rischia una procedura di infrazione dalla Ue. -leggo.it-