Verdini indagato, Pdl nella bufera

La bufera giudiziaria che sconquassa il Pdl si arricchisce di un nuovo caso. E’ quello del coordinatore Verdini, indagato nell’inchiesta sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna. E’ un’estate caldissima per il presidente Berlusconi e la sua maggioranza che mostra molteplici lacerazioni. Sul caso Verdini i primi ad alzare la voce sono, al solito, i finiani. Bocchino lo invita a a lasciare. Ma anche Della Vedova, che proprio finiano non è, lo esorta a smettere «di dire che è tutto un complotto». Va più in là il finiano Granata che, afferma di temere che ci possa essere qualche ministro coinvolto nello scandalo. E Filippo Penati, capo della segreteria di Bersani, parla di «spettacolo indecente». A difendere Verdini sono i fedelissimi del premier, fra cui gli altri due coordinatori del partito, Bondi e La Russa. Come già accaduto con l’ex ministro Scajola e poi con il ministro-lampo Brancher, anche stavolta il premier chiederà a Verdini di farsi da parte per evitare di prestare il fianco ai suoi alleati? Ma non sono solo le inchieste a mettere a rischio la tenuta della coalizione. Ora ci si mette anche la Lega che stoppa ogni possibile apertura della coalizione di governo all’Udc, con un “O noi o loro” che avrebbe irritato non poco il Cavaliere. In molti sembrano già muoversi nell’ottica di un dopo-Berlusconi. Un proliferare di think tank, fondazioni e correnti che il premier vuole abbattere. Finora senza esito. A fare un po’ di chiarezza ci ha provato la seconda carica dello Stato, Schifani che ha detto chiaramente: «Tra Berlusconi e Fini o si instaura una pace strategica o si va verso la rottura». Una separazione che metterebbe certo a rischio la tenuta del governo se alla Camera i finiani possono contare almeno su 32 deputati, necessari per conservare la maggioranza. E ancora rimane da affrontare il nodo intercettazioni con i fedelissimi dell’ex leader di An che minacciano di non votare la legge se non ottengono le modifiche richieste. -leggo.it-