Manovra senza intesa con le Regioni

Finisce con un nulla di fatto e coi governatori che insistono nel voler restituire le deleghe. «Incontro molto negativo », commenterà in sala stampa il presidente della conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, perché le loro «proposte sono state respinte». Non è una sorpresa, viste le premesse: il premier Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti avevano anticipato mercoledì che non ci sarebbe stata alcuna redistribuzione della sforbiciata tra Stato e enti locali. I saldi della Finanziaria restano quelli (24,9 miliardi in due anni), la dieta regionale pure (8,5 miliardi, sempre in due anni). Inizia alle 12 per terminare circa un’ora e mezza più tardi, la conferenza unificata tra governo e regioni, chiesta con insistenza da queste ultime, sulla manovra. Da una parte Berlusconi con i sottosegretari Letta e Bonaiuti, l’inflessibile Tremonti e i colleghi ministri Fitto, Brunetta, Fazio, Ronchi, Bossi e Calderoli. Dall’altra i presidenti: Errani (Emilia-Romagna); Formigoni (Lombardia); Zaia (Veneto); Iorio (Molise); Polverini (Lazio); Vendola (Puglia) e Chiodi (Abruzzo). A vertice finito l’esecutivo vedrà province, comuni e comunità montane. Con loro andrà meglio. Otterranno la promessa, fa sapere il leader dell’Anci Sergio Chiamparino, di poter vedere in Parlamento «entro il 31 luglio il decreto attuativo sul trasferimento delle imposte relative a comuni e province». Nonché quella della creazione di «un tavolo di monitoraggio, entro ottobre, per affrontare il problema dello sfoltimento dei residui passivi. E c’è un percorso per rimodulare il patto di stabilità, battaglia storica dell’Anci. Dunque un lavoro positivo». Anche Tremonti apprezza: «Poteva esserci la rottura», dice, «c’è invece la volontà di andare avanti insieme. Non esistono aut aut ma obiettivi da raggiungere ». Come, appunto, «il federalismo municipale» che porterà «maggiore trasparenza» e recupero di «evasione». Ma Errani ribadisce «la richiesta di mettere all’ordine del giorno della conferenza Stato-Regioni l’intesa per la competenza delle deleghe. Informeremo il presidente della Repubblica sulle conseguenze di questa situazione ». Insiste: così non ci potrà essere il federalismo fiscale che per Vendola sarà fatto «con il morto». Propone, e l’esecutivo accetta, «una commissione a costo zero» che scovi e penalizzi gli enti spreconi, al centro e in periferia. Formigoni, come fece l’opposizione, chiede che il Cav ci metta la faccia e spieghi ai cittadini l’impatto sui servizi dei tagli. Delusa anche la Polverini. Ma lei può ribadire almeno la «disponibilità» di palazzo Chigi «a valutare tempi e modalità diversi per le regioni sottoposte al piano di rientro sanitario», come il Lazio. A sottolineare la distanza tra le parti, la risposta di Fitto: servizi a rischio? No: si eliminino piuttosto gli sprechi «che pure esistono». Quanto alla minaccia di restituzione delle deleghe, per Fitto, che giudica il faccia a faccia «positivo», è «una forte sollecitazione a riprendere il confronto». «Ci restituiscano la delega sulle pensioni d’invalidita», replica invece, con una rasoiata delle sue, Tremonti. -epolis-