Scambio di spie tra Mosca e Washington

La città dello scambio è Vienna, ponte storico tra le superpotenze. Lì è atterrato il jet Vision Airlines con a bordo le dieci spie russe scagionate dagli Stati Uniti. Nelle stesse ore, riferisce l’emittente britannica Bbc, ha toccato terra il volo ufficiale del Cremlino con i quattro agenti segreti assoldati dalle potenze occidentali e graziati dal presidente Dmitri Medvedev. Nell’aeroporto della capitale austriaca Russia e Stati Uniti hanno barattato gli 007. Dieci in cambio di quattro. Per concludere così una spy-story tra i due blocchi, come non se ne vedevano dai tempi della guerra fredda. La questione – scrive il New York Times – andava chiusa in fretta, "perché minacciava di guastare le relazioni tra i due Paesi". Le dieci spie russe con passaporti falsi sono state arrestate negli Stati Uniti meno di due settimane fa. Nei giorni scorsi hanno ammesso le loro colpe dinanzi al Tribunale federale di New York che ha dato il via libera per l’espatrio. A poche ore dalla sentenza dei giudici di Manhattan, il Cremlino ha annunciato che il presidente Medvedev aveva firmato il rilascio di quattro persone imprigionate con l’accusa di aver collaborato con i servizi occidentali. Si tratta di Igor V. Sutyagin, detenuto da undici anni; Sergei Skripal, un colonnello dei servizi russi condannato nel 2006 a tredici anni con l’accusa di aver lavorato per Londra; Alexsandr Zaporozhsky, ex agente dei servizi russi che ha scontato sette dei diciotto anni che avrebbe dovuto trascorrere in cella; Gennadi Vasilenko, un ex maggiore del Kgb che venne arrestato una prima volta nel 1998 per contatti con la Cia, poi rilasciato e di nuovo condannato nel 2005. Spie che vanno, spie che vengono. L’aereo russo YAk-42 del ministero delle Emergenze con gli 007 arrestati dall’Fbi è atterrato ieri sera all’aeroporto Domodedovo di Mosca. Prima di lasciare la Grande Mela, gli agenti segreti espulsi hanno firmato un documento di rinuncia definitiva delle proprietà e dei conti correnti negli Usa. Almeno negli Stati Uniti, la bella Anna Chapman e gli altri e non potranno vendere i diritti delle loro storie e trarre profitto dall’industria cinematografica hollywoodiana. Secondo un alto funzionario dell’amministrazione Usa, intervistato dal Telegraph dopo l’accordo sullo “spy swap” tra Washington e Mosca, "non è una clausola inconsueta in casi come questo che godono di una certa notorietà". -epolis-