Aquilani a Roma, rabbia e scontri

È sfilata a Roma la rabbia dei terremotati dell’Abruzzo. Sono giunti nella capitale con 45 pullman non per chiedere privilegi ma «equità e diritti», ovvero le misure necessarie a far rivivere il cratere dell’Aquila che dovranno essere “inquadrate in una legge organica che preveda procedure snelle ed efficaci per la ricostruzione, finanziamenti certi attraverso tassa di scopo o contributo di solidarietà”. Insomma, una legge speciale che tuteli il loro futuro. Futuro che al momento è nero come la notte del terremoto che il 6 aprile 2009 ha distrutto le loro case e portato via 318 persone. L’appuntamento è a piazza Venezia. Ma alla fine gli aquilani sono arrivati fin sotto il Senato, dopo aver marciato sotto la residenza di Berlusconi – dove il premier è stato contestato – e aver sfidato i blocchi della polizia. Conun bilancio di due feriti tra i terremotati. Tutto è filato liscio fino alle 11, quando due blindati dei carabinieri hanno chiuso piazza Venezia. Il blocco nonha spaventato un gruppo di un centinaio di persone che ha cercato lo stesso di superare lo sbarramento ed è stato caricato dalla polizia. Il sindaco Cialente, appena ricevuto dal presidente del Senato Schifani, ha cercato di riportare la calma, ma inutilmente. Chi è riuscito a superare il blocco è arrivato fin sotto Montecitorio, dove alla manifestazione si è aggiunto il leader Idv Di Pietro. I manifestanti hanno mostrato gli striscioni. “Onna distrutta e tassata”, “Chiodi non pazzia”. A piazza Colonna è spuntato anche il segretario Pd Bersani, che è stato accolto dai fischi. «Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli», hanno urlato gli aquilani. La situazione, dopo alcuni momenti di tensione davanti a Palazzo Grazioli, è tornata alla normalità solo nel pomeriggio. «È stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri», ha commentato amareggiato Cialente. «Io mi sono trovato in mezzo agli scontri, sono stato calpestatoe hopresolebotte. Quelloche è accaduto,ovvero caricaregente tranquilla che vuole solo manifestare, non è stato uno spettacolo edificante». Su questo il ministro Maroni chiede subito una verifica. Mentre il governo in serata annuncia che «il recupero delle tasse non versate dagli aquilani per il terremoto sarà effettuato in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011». -dnews-