Brancher si dimette, il Pd esulta: Vittoria

Si conclude dopo 17 giorni l’esperienza da ministro Brancher. L’addio in tribunale. Si dimette il ministro Brancher e lo annuncia in tribunale, durante il processo Antonveneta che lo vede imputato di ricettazione e appropriazione indebita. Il Cavaliere apprezza il gesto che, del resto, affievolisce i contrasti con il Quirinale ed evita i rischi della conta all’interno della maggioranza sulla mozione di sfiducia che avrebbe dovuto essere votata giovedì. Risolto il caso del ministro rimasto in carica poco più di 2 settimane senza deleghe, per il governo Berlusconi rimangono in piedi altre grane da risolvere. Lo dice chiaramente il finiano Bocchino: «Il primo atto del ghe pensi mi berlusconiano va incontro alle nostre richieste e siamo fiduciosi che lo stesso accadrà su intercettazioni, manovra e vita interna del Pdl». Il Pd canta vittoria, convinto che «la maggioranza sia in crisi, ormai all’angolo» e immagina nuovi scenari. Così a prima vista i finiani sembrano averla avuta vinta, ma il premier sarà sempre disposto a cedere di fronte alle loro richieste? Le soluzioni sono molteplici: dal rimpasto di governo alla separazione consensuale fra Fini e il Cavaliere. Fino ad arrivare all’ipotesi di un governo di unità nazionale. Più lontana però ora che Brancher si è dimesso. Determinante sarà la riunione dell’ufficio di presidenza di mercoledì. -leggo.it-